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Venerdì 06 Agosto 2010 09:53

UNIONE SARDA DEL 16 GIUGNO 2010

Esulta il centrosinistra dopo l'exploit nei ballottaggi e soprattutto a Cagliari

 

Sconfitta elettorale, il Pdl cerca il perché. Entro pochi giorni il Coordinamento regionale per fare chiarezza

 

Dopo la pesante sconfitta, nel Pdl arriva l'ora della resa dei conti. Nei prossimi giorni sarà convocato il coordinamento regionale per l'analisi del voto: il 6 a 2 per il centrosinistra è indigesto,

soprattutto a causa della sconfitta alle provinciali di Cagliari. La direzione regionale del partito che guida la coalizione di centrodestra sarà la sede di un processo interno dall'epilogo incerto. Il deputato Cicu difende la scelta di Farris e attacca il senatore Massidda. Mentre il presidente della Provincia di Cagliari Graziano Milia festeggia: «Può essere un esempio per tutto il centrosinistra». Entro due settimane il primo Consiglio.

 

 

Milia: a noi non piace vincere facile

«Il Pdl era una corazzata, l'ho battuto stando vicino alla gente»

 

Ai piedi ha ancora quelle insolite scarpe da tennis blu, indossate dal giorno della candidatura ufficiale. Simbolo di una campagna elettorale «per la strada». Ora che quelle scarpette lo hanno riportato a Palazzo Regio, Graziano Milia non abbandona il look da battaglia: ma l'umore è un'altra cosa. Scherza con tutti, gigioneggia con le telecamere. E trasforma la sua vicenda in una parabola istruttiva per il centrosinistra: «Abbiamo vinto in tutta la Sardegna, ma non dobbiamo dimenticare di aver vinto con fatica. Bisogna ripartire dal nostro popolo, dal territorio». Con le scarpette…

 

 

UNIONE SARDA DEL 15 GIUGNO 2010

Elezioni, tutti i duelli al centrosinistra

Rimonte a Cagliari, Nuoro, Ogliastra e nei Comuni principali

 

Stavolta il voto indica un vincitore chiaro, anzi due: il centrosinistra e l'astensionismo. Nel giorno del record negativo dell'affluenza (30,39 per cento alle Provinciali, 55,75 alle Comunali), Pd e alleati si aggiudicano tutti i ballottaggi, con una rimonta francamente imprevedibile. Soprattutto a Cagliari, dove Graziano Milia partiva con 13 punti di distacco da Giuseppe Farris.

 

In effetti il centrodestra era in testa in tutte le tre Province ancora in gioco, e in tre grandi Comuni su quattro (tranne Porto Torres, dove lo spareggio era un affare interno al centrosinistra): eppure ha perso ovunque. L'esito del primo turno era quasi un pareggio, alla fine invece il centrosinistra porta a casa sei Province su otto: perde la Gallura ma conserva sia Cagliari che Sassari, e scongiura il ko storico a Nuoro. Nei Comuni oltre i 15mila abitanti il risultato è 5 a 1: dopo il cappotto subìto nel 2005, il centrodestra si riprende solo Quartu.

 

LE PROVINCE.

 

È Cagliari il dato più rilevante: perché ha quasi 500mila elettori (ma ha votato solo uno su quattro) e perché, alla vigilia, pochi scommettevano sulla vittoria di Milia. Invece la remontada fallita dal Barcellona contro l'Inter è riuscita al presidente uscente, che con la città catalana ha stretto forti legami proprio durante il suo mandato in piazza Palazzo.

 

Milia vince col 52,42 per cento, mentre al primo turno non era andato oltre il 33,8. Giuseppe Farris passa dal 46,5 al 47,57: come voti assoluti crolla dai 99mila del 31 maggio a 56mila, un'emorragia tutto sommato in linea col calo dell'affluenza a Cagliari. Milia sfiora le 62mila preferenze, solo 10mila meno della volta scorsa. Viene da pensare che Farris, che perde molti dei suoi elettori del primo turno, non riceva alcun apporto dalle forze escluse dal ballottaggio. Mentre su Milia, presumibilmente, convergono molti di quelli che avevano votato Palomba, e forse anche diversi elettori di Massidda.

 

È Cagliari il dato più rilevante: perché ha quasi 500mila elettori (ma ha votato solo uno su quattro) e perché, alla vigilia, pochi scommettevano sulla vittoria di Milia. Invece la remontada fallita dal Barcellona contro l'Inter è riuscita al presidente uscente, che con la città catalana ha stretto forti legami proprio durante il suo mandato in piazza Palazzo.


Milia vince col 52,42 per cento, mentre al primo turno non era andato oltre il 33,8. Giuseppe Farris passa dal 46,5 al 47,57: come voti assoluti crolla dai 99mila del 31 maggio a 56mila, un'emorragia tutto sommato in linea col calo dell'affluenza a Cagliari. Milia sfiora le 62mila preferenze, solo 10mila meno della volta scorsa. Viene da pensare che Farris, che perde molti dei suoi elettori del primo turno, non riceva alcun apporto dalle forze escluse dal ballottaggio. Mentre su Milia, presumibilmente, convergono molti di quelli che avevano votato Palomba, e forse anche diversi elettori di Massidda.


Invece Roberto Deriu (a Nuoro) e Bruno Pilia (in Ogliastra) incrementano leggermente i voti di due settimane fa. Era molto attesa la sfida Deriu-Crisponi: le divisioni del Pd avevano reso possibile, per il centrodestra, una vittoria in una Provincia considerata inespugnabile. Si pensava anche che i sostenitori di Efisio Arbau, democratico dissidente, potessero votare contro il candidato del Pd. Se è accaduto, non è stato un fenomeno così marcato da impedire la conferma del presidente uscente. Duello tiratissimo in Ogliastra: a sei sezioni dalla fine dello scrutinio, era in vantaggio di 800 voti Sandro Rubiu (centrodestra). Poi il capovolgimento di fronte: per appena 761 preferenze è Pilia il successore di Piero Carta.

 


I COMUNI.

 

Il centrosinistra si tiene stretta anche Nuoro città, con Alessandro Bianchi che dà  più di 10 punti di distacco a Paolo Manca. E sovverte clamorosamente il risultato di Iglesias: Pierluigi Carta partiva dal 29,5 (15 per cento meno del rivale Paolo Fogu) e arriva al 50,93. Ma rischia di essere una vittoria effimera: poiché al primo turno le liste di Fogu hanno avuto più del 50 per cento, Carta (sindaco uscente) ritornerà in Consiglio comunale senza maggioranza.


La fascia tricolore non cambia proprietario neppure a Sestu, dove Aldo Pili batte Antonio Mura di soli 175 voti. Lascia invece il Municipio di Porto Torres Luciano Mura, unica nota negativa per il Pd (era il candidato ufficiale del partito): vince col 54,3 per cento Beniamino Scarpa, a capo di una coalizione di centrosinistra per così dire spuria, con l'Idv e molte liste civiche.


L'ASTENSIONISMO.

 

Nelle riflessioni del dopo voto, i partiti non dovranno badare solo ai propri risultati ma tenere conto della bassissima affluenza. Tra le Province, solo in Ogliastra si supera il 50 per cento (51,62): Nuoro fa segnare il 41,06, Cagliari addirittura il 24,91. Complessivamente, è di 22 punti il calo tra primo e secondo turno. Lievemente inferiore (15,5 per cento) la flessione alle Comunali, con Sestu in coda (48,96) dietro Porto Torres (63,83), Iglesias (58,16) e Nuoro (52,51).