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La Sardegna perde l'ultima tassa sul lusso: cancellato anche il tributo su aerei e yacht PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 09:55

ALLEANZA/Per la prima volta la Consulta fonda il proprio giudizio su una pronuncia della Corte del Lussemburgo

ROMA - Nuova, e definitiva, bocciatura costituzionale delle «tasse sul lusso» che la vecchia giunta regionale della Sardegna guidata da Renato Soru aveva introdotto tra 2006 e 2007. Dopo la maxi-Ici e la tassa sulle plusvalenze della vendita delle seconde case, cancellate nel 2008, questa volta (sentenza 216/2010. Presidente Amirante, relatore Gallo) a finire sotto le forbici dei giudici della Consulta sono le supertasse previste per gli aerei da turismo e gli yacht non isolani che fanno scalo nei porti e negli aeroporti sardi. Come tutto il pacchetto delle «tasse sul lusso», anche questa imposta prendeva di mira i consumi dei turisti sulla base del presupposto che determinati comportamenti sintomatici di una particolare "capacità contributiva" meritassero una tassazione particolare. L'imposta regionale su aerei da turismo e imbarcazioni da diporto colpiva gli scali effettuati in Sardegna in estate (dal 1° giugno al 30 settembre) da soggetti con domicilio fiscale fuori dai confini della regione; il balzello previsto era proporzionale alle dimensioni del mezzo, e poteva arrivare fino a mille euro a scalo nel caso degli aerei e a 15mila euro l'anno per le imbarcazioni superiori a 60 metri. Esclusi dal prelievo solo la sosta tecnica, le barche che arrivavano sulle coste sarde per partecipare a regate sportive e gli habitué, che sostano tutto l'anno nei moli regionali. Nel cancellare la norma la Corte costituzionale si è fatta in questo caso strumento operativo della Corte di giustizia Ue, a cui gli stessi giudici delle leggi avevano affidato il compito di valutare la compatibilità della norma con le regole europee. A decretare la condanna dell'imposta, nella sentenza depositata dai giudici del Lussemburgo il 17 novembre scorso, era stato il conflitto con la libera prestazione dei servizi, tutelata dall'articolo 50 del Trattato. Colpendo solo i residenti fuori dalla Sardegna, la super-tassa effettuava una discriminazione fra operatori, con una distinzione che non avrebbe potuto essere giustificata nemmeno dal punto di vista della tutela ambientale, perché aerei e imbarcazioni non sarde inquinano esattamente come quelle isolane. Nell'ottica del sostegno al bilancio pubblico, poi, i giudici europei avevano individuato un vizio contrario, perché l'esclusione degli operatori sardi non avrebbe potuto essere considerato come compensazione di altre imposte a cui fossero soggetti solo questi ultimi. La Consulta fa proprie le considerazioni della sentenza lussemburghese, e ne fa discendere l'illegittimità costituzionale della norma con un procedimento innovativo. È la prima volta, infatti, che una bocciatura costituzionale poggia in modo così diretto su basi europee, e arriva dopo che i giudici delle leggi hanno sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia dal Lussemburgo. La sentenza europea, spiega la Consulta, integra il parametro di valutazione delle leggi regionali previsto dall'articolo 117, comma 1, della Costituzione, in base al quale le regole statali e locali devono rispettare la Carta e «i vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali».

L'articolo di Gianni Trovati pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.