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Le visite fiscali rimangono senza soldi PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 09:56
NEI COMPARTI/Le scuole: «Per pagarle dovremmo rinunciare anche alle supplenze» - I comuni chiedono di rivedere l'obbligo

Torna a incepparsi sul nodo dei costi il meccanismo dei controlli a tappeto anti-assenteismo nel pubblico impiego, introdotti con la manovra di due anni fa. La sentenza con cui la corte costituzionale ha cancellato l'obbligo per le Asl di sobbarcarsi il costo delle visite (è la 207/2010, si veda Il Sole 24 Ore dell'11 giugno) rimanda la palla nel campo delle amministrazioni, e riapre una questione che negli ultimi anni aveva prodotto battaglie legali a tutti i livelli. Il problema si era (ri)acuito nel 2008, quando la prima tappa della cura Brunetta contro l'assenteismo ha reso stringente l'obbligo di mandare le visite anche a casa di chi si assenta per un giorno solo. Le aziende sanitarie, che in genere fino a quel momento avevano sopportato più o meno in silenzio il costo delle verifiche, hanno allora cominciato a presentare il conto alle amministrazioni dei dipendenti assenti, supportate anche da una sentenza della Cassazione (la 13992/2008) che dava loro ragione. La rivolta degli enti, guidata dalle scuole che rappresentano il comparto più "povero" dell'amministrazione pubblica, era sfociata nel 2009 in una norma del decreto anticrisi (articolo 17, comma 23, del Dl 78/2009) con cui si riportava il costo nei bilanci delle Asl: le visite fiscali, chiariva il decreto, «rientrano nei compiti istituzionali del servizio sanitario nazionale; conseguentemente i relativi oneri restano comunque a carico delle Asl». La partita, a 35-40 euro a visita, vale più di 300 milioni l'anno. La pezza ha retto per un anno, perché la regione Toscana ha fatto ricorso alla Corte costituzionale e i giudici delle leggi le hanno dato ragione: «La tutela della salute – hanno scritto nella sentenza – è rimessa alla competenza legislativa concorrente» fra stato e regioni, per cui l'obbligo di far pagare le visite alle Asl è un'invasione di campo da parte di parlamento e governo. Punto e a capo. Il problema è più acuto dalle parti della scuola, che da sola assorbe un terzo del pubblico impiego. «La corte deve aver avuto le sue buone ragioni – riflette Francesco Scrima, segretario della Cisl scuola – ma sia chiaro che gli istituti oggi non hanno i soldi per le visite fiscali ». Negli ultimi due anni, ovviamente, i presidi non hanno ricevuto dal ministero finanziamenti a questo scopo, ma anche prima il pagamento regolare di tutti i controlli avrebbe messo a terra le finanze degli istituti. «Per far partire i pagamenti – continua Scrima –, bisognerebbe azzerare le supplenze brevi e le altre spese di funzionamento, che già soffrono di problemi gravi. La nuova sentenza deve essere l'occasione per risolvere davvero il problema». Non sono solo le scuole, però, a ipotizzare un drastico allentamento dei controlli: «Gli enti locali – spiega per esempio il responsabile finanziario di un grande comune – spesso non pagavano le visite nemmeno nel vecchio regime, e l'obbligo di sostenerne i costi finirà inevitabilmente per ridurre i controlli». Il riferimento è alla possibilità di non far scattare la visita quando le «esigenze funzionali e organizzative» dell'amministrazione lo impediscano, ma gli enti locali chiedono in realtà una soluzione diversa: «Oggi –sottolinea l'associazione dei comuni italiani – non c'è alcuna discrezionalità sulle visite. La decisione della Consulta rende necessaria una norma che riconosca margini di autonomia nelle verifiche e ridefinisca il costo minimo del servizio». La querelle, però, può riaprirsi anche sul passato, perché la Consulta, negandone la legittimità, ha cancellato retroattivamente la norma; le Asl potrebbero chiedere gli arretrati e le amministrazioni, che dopo il Dl 78/2009 non hanno stanziato soldi per pagare le visite, potrebbero essere costrette a ricorrere a debiti fuori bilancio.

L'articolo di Sylvia Kranz e Gianni Trovati pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area ufficio Stampa.