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Provincia. Ieri la prima riunione del Consiglio. Il presidente confermato ridà fiducia alla metà degli assessori uscenti PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 09:58

Solo quattro new entry nel Milia bis. Tolu la spunta su Strazzeri. E Rita Corda non si presenta.

 

Un'assenza che pesa e un nome che salta all'ultim'ora ma ci vuole ben altro per mettere in croce il navigato capo della Provincia. Niente scherzi stavolta, la Giunta Milia bis, quella vera, va in scena a Palazzo Regio. Il sipario sui nomi si alza dopo le 18, in un clima di festa e di sfida tra i più svariati pronostici “giocati” dal pubblico in sala. La voce del presidente spezza il brusìo della prima seduta del Consiglio mentre fotografi e cameramen gli si parano davanti, pronti a immortalare i volti degli eletti. Ci sono otto poltrone in palio, e vengono spartite fra 4 vecchi assessori (e non tutti se l'aspettavano) e 4 new entry, almeno due del tutto a sorpresa.


VERDETTO FINALE. I nomi, prima di tutto i riconfermati: Angela Quaquero, Pd (vice presidente, di nuovo alle Politiche sociali), Piero Comandini (Attività produttive e Turismo), Paolo Mureddu, Rossomori (Lavori Pubblici e Patrimonio) e Ignazio Tolu, Sinistra e Libertà (Politiche ambientali, energia e tutela del territorio). Entrano invece per la prima volta nell'esecutivo provinciale Lalla Pulga, Pd (Affari generali, personale e Bilancio), già ex vice presidente del Consiglio, il docente di Filosofia e Psicologia Franco Mele, tesserato Pd (Istruzione e Edilizia scolastica), la “tecnica” Lorena Cordeddu indicata dalla Federazione della sinistra (Politiche del Lavoro), la più giovane della squadra e Lorenzo Cozzolino, Pd (Programmazione e coordinamento politiche del territorio), già consigliere comunale. Milia assume a interim le deleghe di Cultura, Comunicazione e politiche europee, mentre i settori Politiche giovanili, Università e ricerca, Agricoltura, Trasporti, Sport e Formazione professionale, Microcredito e attuazione finanziaria saranno seguiti da appositi staff e gruppi di lavoro. Il pacchetto delle nomine si chiude con la conferma a presidente del Consiglio provinciale di Roberto Pili: l'esponente Pd è stato eletto con 27 voti a favore e una scheda bianca. Vicepresidenti sono Alessandro Sorgia (Pdl) e Mariangela Pedditzi (Rifondazione comunista). Ufficializzate anche le surroghe, dopo le dimissioni di Federico Palomba (Idv) e di Giuseppe Farris (Pdl), principale avversario di Milia nella competizione elettorale. Al loro posto entrano Omar Zaher, consigliere comunale a Selargius e presidente della Comunità palestinese in Sardegna e l'esponente dell'Uds Vittorio Monni. Terza nomina è quella di Vincenzo Strazzera, che siederà in Consiglio provinciale in sostituzione di Comandini. Lunedì prossimo la prima riunione della Giunta. «È sempre una giunta del presidente ma non interamente - spiega Milia - 5 arrivano dalla rosa di nomi dei partiti e tre sono scelte mie personali. È una squadra all'altezza di quella che l'ha preceduta». In aula anche Piergiorgio Massidda, l'altro candidato Pdl sconfitto. «Sono onorato di essere qui - dice - porterò per ora avanti questo impegno sapendo che chi mi seguirà, il primo dei non eletti, è una persona validissima, Mario Corongiu di Isili».

 

LA GIORNATA. Graziano Milia fa il bis in Provincia con una t-shirt nera su cui c'è scritto “Non zittite l'arte”. Un abbigliamento che il presidente ha voluto indossare proprio ieri, in occasione della prima seduta del Consiglio, «non per un gesto polemico» ma perché - dice - «la cultura è uno degli strumenti più importanti che possiamo usare per affrontare le sfide del futuro che ci attendono». È un inizio controcorrente per chi l'ha sempre visto in giacca e cravatta, ma a quanto pare apprezzato dai presenti che affollano la sala di Palazzo Regio fin dalle cinque del pomeriggio, tra parenti e simpatizzanti venuti a curiosare in questo palazzo, cuore della politica cagliaritana. «Graziano - lo chiama una signora - permetti un bacio?», e lui sparge baci, abbracci e sorrisi per tutta la sala dopo aver consegnato tre omaggi floreali alle donne sedute tra i banchi dell'assemblea.

RETROSCENA All'appello manca il quarto nome femminile, Rita Corda del Pd, inaspettatamente assente. Poi dietro le quinte qualcuno spiega il perché. Ha lasciato infuriata il palazzo, dopo la riunione del gruppo Pd convocata da Milia, disertando la prima seduta del Consiglio in segno di dissenso contro «il comportamento personalistico del presidente», tiene a sottolineare una fonte a lei vicina, sgombrando il campo da ogni altro sospetto: nessuna polemica sugli assessorati. E mentre in sala c'è aria di festa, dietro le quinte si sussurra un altro retroscena: la riconferma dell'assessore Tolu sarebbe legata a contrasti interni a Sel. I vertici provinciali avevano indicato Mariano Strazzeri, ma non tutti nel partito erano d'accordo. Ci avrebbe pensato Milia a risolvere il caso con un sms ai dirigenti regionali: «Sarà Tolu il mio assessore, almeno finché non mi darete un'indicazione unitaria», avrebbe scritto, più o meno, il presidente. E alla fine ha vinto lui.

 

L'articolo pubblicato da L'Unione Sarda è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.