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Governo contro autonomie PDF Stampa
Venerdì 06 Agosto 2010 10:05

Dopo il demanio, il percorso della Commissione per il federalismo fiscale sta affrontando un nodo decisivo:

il giudizio sulla relazione del Governo relativa ai «numeri». L'intera relazione è pervasa da tre tesi, false e strumentali: la spesa pubblica discrezionale sarebbe ormai prevalentemente gestita a livello locale; amministrazioni territoriali sarebbero fiscalmente irresponsabili; da ciò avrebbe origine la dinamica esponenziale del debito pubblico. In uno scontro istituzionale di inaudita durezza, come quello voluto dal Governo sulla manovra, è difficile che sul federalismo si possa andare avanti. Il Pd chiederà innanzitutto alla Commissione di ribadire che i risparmi dovuti al passaggio dalla spesa storica ai costi standard potranno essere utilizzati per il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni sociali. Successivamente arriverà in Commissione il decreto sull'autonomia impositiva dei comuni. Secondo le poche notizie disponibili, in una prima fase cambierà poco. Solo in una seconda (quando?) le attuali imposte che gravano sugli immobili saranno unificate e trasferite ai comuni, i quali potranno anche autonomamente decidere una addizionale che avrà il carattere di una service tax . Il tutto è così nebuloso e pasticciato che risulta anche non giudicabile. Ad oggi abbiamo più domande che valutazioni. Ci sarà un riordino della fiscalità immobiliare? Come cambierà il carico fiscale sulle diverse categorie di contribuenti? Sarà garantita la perequazione verso i comuni meno dotati di basi imponibili? Sono gli interrogativi principali su cui il Pd avanzerà proposte, in coerenza con la legge che ha contribuito a elaborare.

L'articolo di Marco Causi e Walter Vitali pubblicato da L'Unità è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Agosto 2010 11:30