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Regione Sardegna: "impugneremo il bilancio dello Stato" PDF Stampa
Venerdì 12 Novembre 2010 11:08

Dalle cronache regionali. "Entrate, Cappellacci minaccia la rivolta contro il Governo". Impugneremo il bilancio dello Stato: "siamo pronti  - sostiene il Presidente della regione Sardegna - a impugnare anche la Finanziaria se serve". II  confronto duro col Governo potrà portare ad atti formali e clamorosi. Come un ricorso alla Corte costituzionale contro il prossimo bilancio nazionale, se non riconoscerà alla Sardegna le risorse dovute per Statuto...

 

«Impugneremo il bilancio dello Stato»


Entrate, Cappellacci minaccia la rivolta contro il Governo



«Siamo pronti a impugnare anche la Finanziaria dello Stato, se serve». Il giorno dopo, Ugo Cappellacci è ancora più chiaro: il «confronto duro» col Governo, preannunciato dal governatore, potrà portare ad atti formali e clamorosi. Come un ricorso alla Corte costituzionale contro il prossimo bilancio nazionale, se non riconoscerà alla Sardegna le risorse dovute per Statuto.


LE ENTRATE. Non è una novità assoluta: qualche mese fa Cappellacci aveva già parlato della possibilità di sollevare un conflitto di attribuzioni davanti alla Consulta, a proposito della vertenza entrate. Solo che, nel frattempo, è passato appunto qualche mese. E non sono arrivate certezze. È vero, va avanti il lavoro della commissione paritetica Stato-Regione, sulle norme attuative del nuovo regime fiscale. Ma non è venuto meno il timore di trasferimenti statali inferiori al previsto. E intanto il Pd ha lanciato nuovi allarmi, basati sulle dichiarazioni del viceministro dell'Economia Vegas.


Certo, la Regione non può impugnare la dichiarazione di un viceministro: si attende l'approvazione del bilancio. La possibile crisi di governo complica tutto, così come le difficoltà dei conti pubblici: confermate ieri a Roma nella conferenza Stato-Regioni, cui ha partecipato l'assessore al Bilancio Giorgio La Spisa.
Nel frattempo un altro assessore, Bastianino Sannitu (Lavori pubblici), era nella capitale per discutere coi vertici Anas della Sassari-Olbia, altro tasto dolente toccato da Cappellacci due giorni fa. E un terzo fronte su cui si attendono risposte rapide riguarda l'Eurallumina.


L'OPPOSIZIONE. Se la svolta di lotta di Cappellacci convince la maggioranza, continua però a lasciare scettico il centrosinistra: per Claudio Giorgi, segretario del Pdci, il governatore «fa finta di alzare la voce verso il Governo», ma in realtà «siamo in balia di una Giunta incapace, che promette soldi e contributi, salvo rimangiarsi tutto il giorno dopo». Compresa «una Finanziaria promessa ai sindacati» che il centrodestra non potrà rispettare. «Cappellacci non si dimetta da commissario della Sassari-Olbia», conclude Giorgi, «si dimetta e basta».


IL PIANO PER IL LAVORO. La «promessa ai sindacati» di cui parla Giorgi è in realtà un accordo che Cgil, Cisl e Uil hanno accolto con soddisfazione, pur ricordando le questioni ancora aperte. Con la Giunta hanno scritto un articolo, il terzo, aggiuntivo al disegno di legge finanziaria dell'esecutivo: destina 65 milioni a un programma di interventi per il lavoro e contro le povertà.


Gli obiettivi sono cinque: aumentare il tasso di occupazione e ridurre quello di disoccupazione; creare un ente per il reimpiego dei lavoratori che beneficiano di ammortizzatori sociali (forse recuperando a tale scopo l'Insar); rafforzare il contrasto alla povertà; ridurre la dispersone scolastica; valorizzare le aree rurali in spopolamento.
Gli interventi concreti sono tutti da definire: «Subito dopo l'approvazione della manovra - precisa il leader Cisl Mario Medde - discuteremo insieme i decreti attuativi. Intanto però è stato messo un punto importante in Finanziaria, senza rinviare tutto al collegato». La stessa bozza dell'articolo 3 dice che «la Regione promuove con le parti sociali e gli enti locali» quei cinque obiettivi. Medde sottolinea anche che «per la prima volta si parla dell'agenzia per il reimpiego, da noi richiesta».

I sindacati chiedevano anche una rivendicazione più forte col Governo: «La svolta di Cappellacci è positiva», commenta Enzo Costa, segretario della Cgil, «ora però il tavolo con Palazzo Chigi deve arrivare subito». Il dialogo Giunta-sindacati regge, pur tra le difficoltà: «Per senso di responsabilità - riprende Costa - abbiamo detto sì a una Finanziaria snella, da approvare subito, ma purché ci fossero già delle risposte sul lavoro». E la Giunta prima ha rinviato il via libera alla manovra, poi ha accettato l'articolo 3. Un investimento, per Cappellacci: quando davvero alzerà il tiro contro il Governo, il sostegno delle parti sociali gli servirà.

 

Da:L'Unione Sarda del 12 Novembre 2010. Articolo di Giuseppe Meloni.