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Sardegna: Tv locali assediate dai grandi network PDF Stampa
Mercoledì 01 Dicembre 2010 10:15

Non c'è solo la minaccia dei canali automatici sul telecomando nel futuro delle tv regionali. Potrebbero saltare le frequenze, rischio di gravi danni economici. Così le tv locali rischiano danni dalla distribuzioni delle frequenze. E c'è attesa per la decisione del Tar sui canali dove spunta anche la doppia grana delle frequenze: su un fronte c'è l'esproprio da parte del Governo di una fetta della banda Uhf (dalla 61 alla 69), proprio quella dove trasmette la maggior parte delle emittenti locali...

Tv locali assediate dai grandi network

 

Potrebbero saltare le frequenze, rischio di gravi danni economici  

 


Le tv locali rischiano danni dalla distribuzioni delle frequenze. Attesa per la decisione del Tar sui canali.


Non c'è solo la minaccia dei canali automatici sul telecomando nel futuro delle tv regionali. Spunta anche la doppia grana delle frequenze: su un fronte c'è l'esproprio da parte del Governo di una fetta della banda Uhf (dalla 61 alla 69), proprio quella dove trasmette la maggior parte delle emittenti locali. Sull'altro si profila il via libera per una legge (già approvata alla Camera) che limiterà il ruolo di operatori di rete. Un nuovo passaggio che rischia di provocare pesanti danni economici.
BANDA A RISCHIO Il Governo ha presentato che porterà via una parte delle frequenze dietro indennizzo per rimetterle sul mercato a assegnarle a chi le richiederà. Le tv locali non potranno quindi più disporre dei posti a cui sono tradizionalmente agganciate da decenni. E anche i riconoscimenti economici da parte del Governo non può limitare i danni economici prodotti dalla perdita della banda.


TV NAZIONALI-LOCALI Le emittenti private già penalizzate dalla frammentazione del digitale e dalla crisi del mercato pubblicitario potrebbero perdere presto anche un altro introito pesante, col ruolo da operatori di rete che affittano localmente le bande alle tv nazionali. La legge di stabilità già approvata alla Camera (con un emendamento del Governo) impedirà alle emittenti locali di dialogare con gli operatori nazionali. Uno scenario che rafforzerebbe proprio le tv nazionali, che potrebbero conquistare l'intero mercato delle frequenze, controllando anche l'afflusso di contenuti concorrenti sul digitale terrestre.


SI ATTENDE IL TAR Intanto le tv regionali attendono la decisione del Tar del Lazio del 16 dicembre, che potrebbe cambiare la storia dell'assegnazione dei canali sul telecomando. La settimana scorsa i giudici amministrativi di Roma avevano congelato il decreto del ministero della Programmazione economica, che avrebbe dovuto assegnare definitivamente i primi nove canali sul digitale terrestre alle tv nazionali generaliste. E nella notte tra venerdì e sabato le emittenti locali avrebbero dovuto abbandonare ogni collegamento con tali canali. Dal Tar, invece, è arrivata la sospensione cautelativa del provvedimento emanato dal Governo. La partita dei nove canali resterà aperta almeno per altri quindici giorni. La decisione di merito stabilirà se le tv nazionali (Rai, Mediaset, gruppo Telecom, gruppo Espresso) hanno il titolo o meno per ottenere la registrazione automatica nella tastiere principale del telecomando.


LE PROSPETTIVE Le tv locali aspettano le indicazioni del tribunale amministrativo per capire se rinunciare una volta per tutte ai primi nove canali e accettare la registrazione automatica nei posti dal 10 al 19. Se però i giudici romani dovessero dare ragione alle istanze presentate dall'associazione delle emittenti locali Alpi (con il diritto di riconoscimento delle realtà locali), allora le tv regionali potrebbero mantenere anche nella nuova era digitale le posizioni conquistate in trent'anni di vita sui teleschermi di tutta Italia. In Sardegna e in altre regioni si punta sul canale 9, ma in altre realtà - per esempio Puglia, Sicilia Liguria - si ipotizza anche il mantenimento dei canali 7 e 8.

 

 

da L'Unione sarda del 1 Dicembre 2010