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Parere 8/2009.Legittima restituzione dei canoni relativi al servizio di depurazione nei casi in cui la fognatura sia sprovvista di impianti. PDF Stampa
Il parere 8/2009 della sezione del controllo della Corte dei Conti per la Regione Sardegna riguarda la legittimità della restituzione dei canoni relativi al servizio di depurazione nei casi in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi.

La Corte dei Conti riprendendo le conclusioni della Corte Costituzionale in cui si afferma che la tariffa da pagare per il servizio idrico integrato non ha natura di tributo ma è, a tutti gli effetti, il corrispettivo contrattuale per le prestazioni rese e cioè per “…..l’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue”, pertanto’l'utente non è tenuto a versare quella parte della tariffa riferita al predetto servizio qualora non venga erogato.

Con il quesito si chiedeva:

  1. se il Comune debba restituire agli utenti la quota delle tariffe riferite al servizio di depurazione ed, in caso di risposta positiva, se si possa attingere dai fondi vincolati costituiti ai sensi della predetta norma;

  2. se sia possibile procedere alla compensazione nei confronti di quegli utenti debitori morosi dei canoni idrici;

  3. se per le richieste di pagamento future debba essere scorporata la quota relativa al servizio di depurazione non erogato.

     

La Corte ha affermato:

  1. In merito ai canoni di depurazione già versati, dalla citata sentenza della Corte Costituzionale discende che gli utenti che hanno già pagato all’Ente Locale i canoni di depurazione, prima che il servizio idrico integrato venisse affidato al gestore unico, possono chiederne la restituzione, fatta salva l’eventuale prescrizione dei diritti o l’esistenza di un giudicato sfavorevole. Va, però, precisato che per effetto di successivi interventi normativi, i canoni in questione hanno mantenuto la natura e la disciplina giuridica di tributi fino al 2.10.2000. Ne consegue che la richiesta di restituzione potrà riguardare solo i pagamenti fatti nell’ultimo trimestre del 2000, e quelli relativi ai periodi successivi.

    Per quanto concerne il reperimento delle risorse finanziarie da impiegare per i rimborsi, l’obbligo di restituzione incomberà sull’Ente Locale o sul gestore unico.

     

  2. Qualora, poi, l’utente creditore dei canoni di depurazione da rimborsare sia, al contempo, debitore nei confronti del Comune dei canoni idrici – per la parte relativa ai servizi di distribuzione dell’acqua e di fognatura – purchè anch’essi liquidi ed esigibili (art. 1241 e segg. c.c.), non sembra vi sia alcun ostacolo a che il Comune proceda a compensare le due partite di debito e credito. Ferma restando, ovviamente, la contabilizzazione in bilancio di tutte le operazioni.

  3. In relazione, invece, ai canoni di depurazione per i quali non si è ancora ingiunto il pagamento, sempre da imputare a periodi antecedenti all’affidamento del servizio idrico integrato al gestore unico, il Comune dovrà scomputarli dai canoni del servizio idrico integrato pretendendo il pagamento delle tariffe riferite, esclusivamente, ai servizi effettivamente resi (acqua e fognatura).

É possibile consultare il parere 8/2009 al seguente indirizzo:

http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sardegna/pareri/2009/delibera_8_2009.pdf

Ultimo aggiornamento Martedì 15 Febbraio 2011 12:33