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Fisco e imposte assurde PDF Stampa
Lunedì 13 Dicembre 2010 11:37

La fantasia del fisco genera mostri. Scampato il pericolo della tassa sul tricolore - nessuno pretenderà più di imporre un balzello a chi espone una bandiera e lo sventurato albergatore che l'aveva pagato sarà prontamente rimborsato - resta lo stupore per come le necessità (di quattrini, ovviamente) riescano a stimolare fantasia e creatività di chi governa.

 

Tranquilli, non capita solo in Italia, il che pure sorprende, visto che - parlando di fisco - possiamo vantare un'indiscussa supremazia nelle complicazioni e nelle assurdità. Il municipio di Dortmund pensa a un ticket quotidiano di 6 euro sulle prostitute (noi ci siamo già portati avanti con la porno-tax). E che dire di alcuni stati americani che tassano con un extra i cibi da asporto prelevati nei ristoranti?

 

Naturalmente, la storia è ricca di esempi stravaganti: dalla tassa sulla barba (in Russia, durante il regno di Pietro il Grande, a cavallo tra '600 e '700) alla tassa sulle finestre (in Inghilterra nel 1692, cancellata solo a metà '800). Tradizioni antiche, dunque.

 

Da ricordare, magari con un sorriso, ma non da imitare. Perché sono proprio gli eccessi - e l'imposta sulle bandiere ne è in qualche modo il simbolo - a far crescere l'insofferenza verso lo stato gabelliere. L'imposta giusta non è solo quella equa, ma anche quella che non fa arrossire di rabbia chi la deve pagare.

 

 

 

Il Sole 24Ore del 13 Dicembre 2010.