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Maggioranza e opposizione: giocano una partita a scacchi PDF Stampa
Martedì 14 Dicembre 2010 08:36

Le manovre politiche in parlamento sono il tema portante dell'editoriale pubblicato da L'Unione Sarda del 14 Dicembre.

 

 

Maggioranza e opposizione


In Parlamento una partita a scacchi



di Sergio Soave   


 


Nonostante le provocazioni del presidente della Camera, che cercava la rissa per motivare i suoi seguaci più tiepidi, Silvio Berlusconi ha svolto un intervento pacato nella richiesta di fiducia al Senato, archiviando in sostanza l'obiettivo tendenzialmente bipartitico su cui aveva inaugurato la legislatura e proponendo invece il ritorno a un accordo tra i moderati collocati in diverse formazioni politiche. Si tratterebbe, secondo le sue stesse parole, dell'apertura di una fase politica nuova che passerebbe per un patto di legislatura e una discussione sul programma e sulla composizione dell'esecutivo.


Le opposizioni tradizionali e Futuro e libertà, naturalmente, insistono sulla richiesta di dimissioni come atto preliminare a ogni possibile discussione sul futuro, ma non è chiaro se riusciranno a ottenere la maggioranza sulle loro mozioni di sfiducia. Anche se tutti, compreso l'alleato Umberto Bossi, sanno bene che con una maggioranza millimetrica non si può governare, ed è altrettanto vero che se questa maggioranza si materializzasse sarebbe più difficile per gli avversari del premier uscire dall'alternativa secca tra un altro governo Berlusconi o le elezioni anticipate.


Inoltre, se la scelta di Gianfranco Fini di allargare progressivamente la rottura fino a collocarsi organicamente all'opposizione dovesse mancare l'obiettivo più volte annunciato di una sfiducia parlamentare, la sua stessa posizione si indebolirebbe parecchio. Naturalmente vale anche il contrario, se Futuro e libertà risulterà determinante anche in questa votazione cruciale, costringendo Berlusconi a lasciare le chiavi della soluzione della crisi al Quirinale, sarebbe il premier a indebolirsi anche sul piano delle relazioni politiche.
La nuova fase politica cui Berlusconi ha fatto riferimento, in pratica proponendo il ritorno alla maggioranza multipla della precedente legislatura di centrodestra, conferisce a Pierferdinando Casini un ruolo rilevante, che forse il leader dell'Udc non vorrà sprecare per correre invece l'alea di una nuova sfida elettorale.


D'altra parte se, come pare assodato, il Senato confermerà una maggioranza di centrodestra, è assai improbabile che Giorgio Napolitano autorizzi tentativi avventurosi di governi dalla base parlamentare incerta. Se la maggioranza è debole e affida la propria continuità a qualche crisi di coscienza individuale nei gruppi oggi all'opposizione, le opposizioni lo sono altrettanto e forse di più, come dimostra il fallimento del tentativo di redigere un testo comune di proposta di riforma elettorale, che avrebbe dovuto costituire l'argomento fondamentale per la costituzione del cosiddetto governo di transizione.


In condizioni normali, in questa situazione, si andrebbe alla verifica elettorale, ma le condizioni internazionali e i rischi di punizione dell'Italia sul mercato dei rendimenti del debito pubblico, rendono la situazione eccezionale, il che lascia aperte tutte le possibilità.

 

 

 

Da: L'Unione Sarda del 14 Dicembre 2010.