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Olbia: la scatola nera delle navi farà luce sulla collisione PDF Stampa
Sabato 18 Dicembre 2010 11:13

 L'ipotesi della Capitaneria: traditi dal pilota automatico

   
OLBIA

 

 

La verità è scritta nel Vrt, la scatola nera delle navi: gli uomini della Capitaneria di porto non le hanno ancora sequestrate.

 

 

Ma sono certi che nel giro di qualche giorno si scoprirà il perché di questa collisione che poteva provocare un naufragio. Dai primi accertamenti gli ispettori della Direzione marittima di Olbia hanno acquisito una certezza: il traghetto Moby Wonder viaggiava col pilota automatico inserito.

 

Ma questo ovviamente non basta a chiarire le ragioni dell'incidente. Anche perché le due navi sono dotate di sistemi in grado di rilevare gli ostacoli. Il mare era calmo, non c'era vento e neanche nebbia.


L'INCHIESTA. Si parte da un dubbio: come mai i componenti dell'equipaggio delle due navi non si sono resi conto in tempo che si stava per verificare un imprevisto? La cabina di pilotaggio era presidiata regolarmente? Gli apparati che fanno scattare l'allarme per preannunciare le emergenze hanno funzionato?

 

Gli interrogatori, negli uffici della Capitaneria di porto sono andati avanti per tutta la giornata. I componenti dell'equipaggio hanno raccontato quello che è successo e i militari hanno trasmesso le prime informative alla Procura della Repubblica di Livorno e a quella di Tempio.

 

Al momento, fanno sapere dal comando, è in corso un'inchiesta amministrativa, ma nelle prossime ore potrebbe essere aperto anche un altro fascicolo. Quello penale. Finora, comunque, non ci sono ipotesi di reato, nessun nome è iscritto sul registro degli indagati. «Posso solo dire che è andata molto bene - commenta il direttore marittimo del Nord Sardegna, Franco Persenda - L'incidente poteva provocare conseguenze ben più gravi. Per fare chiarezza, comunque, attendiamo di acquisire le scatole nere e anche le registrazioni dell'Ais, che è una sorta di radar che controlla tutto il traffico marittimo».

 

LE COMPAGNIE. Armamento Sardo, la compagnia collegata alla società olbiese di trasporti Nieddu, preferisce non commentare. La Moby di Vincenzo Onorato, invece, trasmette un comunicato di poche righe: «Stiamo fornendo la massima collaborazione all'Autorità marittima che sta indagando sull'accaduto: a breve verrà visionata la scatola nera (presente a bordo di ogni imbarcazione Moby) che fornirà gli elementi necessari per comprendere la dinamica dell'incidente e le eventuali responsabilità».


LE NAVI. La Moby Wonder per ora resta ormeggiata al molo dell'Isola Bianca, mentre il cargo Delfino Bianco è attraccato al porto industriale di Cala Saccaia. Per il momento non possono ripartire, neanche per raggiungere i cantieri: ordine della Capitaneria che ha deciso di organizzare un nuovo sopralluogo a bordo.

 

Il viaggio Olbia-Livorno, ieri sera, è stato effettuato da un altro traghetto della compagnia di Onorato, il Moby Aki, utilizzato normalmente per assicurare il collegamento tra la Sardegna e Genova. Nei prossimi giorni un'altra nave sarà dirottata a Olbia.


IL PRECEDENTE. Ci hanno pensato in molti, ieri mattina, alla tragedia della Moby Prince. La più grave sciagura della marina mercantile italiana (centoquaranta morti e un solo superstite) era avvenuta proprio sulla tratta Livorno-Olbia. Era la sera del 10 aprile 1991: il traghetto diretto in Sardegna era entrato in rotta di collisione con la petroliera Agip Abruzzo e nel giro di qualche minuto le due navi erano state avvolte dalle fiamme. Diverse inchieste non sono bastate a fare chiarezza assoluta su questa sciagura del mare.

 

 

Da: L'Unione Sarda del 18 Dicembre 2010.