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Consiglio regionale: alta tensione in aula sulla Finanziaria PDF Stampa
Mercoledì 29 Dicembre 2010 00:00

Politica in Sardegna: parte un braccio di ferro

 

Cagliari. Doccia fredda sul dialogo tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale.

 

Il clima unitario della vigilia di Natale sulla vertenza per le entrate fiscali sembra già volgere al peggio e i passi in avanti compiuti dalla commissione Bilancio sulla Finanziaria 2011 (su alcuni punti del primo dei tre articoli) si sono bloccati ieri in aula.

 

La seduta si è risolta in un nulla di fatto. Oggi si riparte. Il braccio di ferro tra centrodestra e centrosinistra è di fatto ripreso ieri pomeriggio. Di mattina la situazione era meno tesa.

 

La commissione Bilancio, presieduta da Paolo Maninchedda che è anche relatore di maggioranza, aveva avviato produttivamente l’esame degli emendamenti (400 solo quelli dell’opposizione) concentrandosi su quelli relativi al primo articolo e spostando agli articoli successivi quelli più controversi. L’idea era quella di andare in aula nel pomeriggio e concludere il dibattito e le votazioni del primo articoli e dei suoi emendamenti per poi tornare in commissione questa mattina.

 

Erano stati raggiunti alcuni accordi (come è riportato in questa stessa pagina) ed erano registrate reciproche disponibilità a trovare vie d’uscita unitarie anche su altri punti importanti.

 

In questo clima, il centrosinistra, pur senza sbilanciarsi, stava pensando di consentire un’accelerazione sul primo articolo. E invece l’apertura della seduta è stata una doccia fredda: è subito mancato il numero legale per le troppe assenze nella maggioranza di centrodestra.

 

L’oppsizione ha così capito che la maggioranza, nonostante le aperture di facciata, è divisa. La seduta è iniziata con un’ora di ritardo ed è riuscita ad approvare un documento di indirizzo. Ed è stata infine aggiornata a questa mattina: si inizierà dal primo articolo e dai suoi emendamenti.

 

Le parti politiche hanno utilizzato la serata per due vertici separati di maggioranza e di opposizione nel tentativo di trovare punti d’intesa. «Se la situazione non cambia - ha detto il capogruppo del Pd, Mario Bruno - la giunta e la maggioranza si scordino di approvare la manovra in tempi rapidi.

 

Al momento non ci giungono segnali positivi e ampi settori della maggioranza sembrano più interessati alle vacanze di Capodanno che a fare una buona Finanziaria. Noi abbiamo presentato proposte migliorative e vogliamo discuterle senza fare ostruzionismo ma senza rinunciare alle prerogative della minoranza».

 

Franco Sabatini (relatore del Pd) «L’opposizione riempie il testo di contenuti veri per combattere la crisi».

 

Da: La Nuova Sardegna del 29 dicembre 2010.

 

 

CAGLIARI. Eccoli gli emendamenti al centro del confronto politico tra la maggioranza di centrodestra e l’opposizione.

 

Su alcuni (pochi) è stata trovata un’intesa bipartisan, su altri lo scontro è durissimo, su altri ancora (la controfinanziaria del centrosinistra) il braccio di ferro sarà forse deciso dall’aula a voto segreto: e la minoranza spera di poter contare sul dissenso che serpeggia nella coalizione di governo.

 

Su uno dei punti più controversi, la strada statale Sassari-Olbia, ci sarà meno battaglia del previsto, perché la giunta ha rinunciato all’idea del mutuo e si limita a chiedere l’autorizzazione a spendere i 700 milioni del progetto (per poter aprire i cantieri non appena arriveranno i soldi).

 

Le intese Accordo bipartisan su due proposte del centrosinistra. Il primo è su un fondo per l’apertura immediata dei cantieri delle opere pubbliche degli enti locali: 100 milioni nel 2011, 300 e 200 nei due anni successivi).

 

Le risorse serviranno per il 15% per opere di interesse regionale, per il 35% di interesse provinciale e per il 50% di interesse comunale. Il secondo punto di accordo è sul superamento del precariato nella pubblica amministrazione regionale (Asl comprese) ma l’emendamento di sintesi (su una quarantina di proposte diverse delle due parti) sarà scritto oggi.

 

Gli scontri Sono quattro i principali terreni del braccio di ferro tra centrodestra e centrosinistra. Il primo è sulla proposta dell’opposizione che punta, con 50 milioni nel 2011, a garantire un reddito minimo annuo di 12 mila euro ai lavoratori in cassa integrazione in deroga e in mobilità.

 

Il secondo è sul «fondo per lo sviluppo locale e la competitività territoriale»: sono disponibili 100 milioni, ma la giunta regionale vuole accentrarne la gestione, mentre il centrosinistra chiede che la competenza ricada sulle isttuzioni locali in un rapporto di concertazione con le parti sociali (saranno esclusi i progetti Pia, che seguono altre procedure). Scontro anche sulla sanità è in particolare nel rapporto tra pubblico e privato.

 

Il centrodestra vuole privilegiare le cliniche private, il centrosinistra ribatte con un emendamento da 30 milioni da assegnare alle Asl secondo i criteri nazionali che privilegiano il settore pubblico.

 

L’altro grande punto di conflitto riguarda gli interventi straordinari per il lavoro. Un emendamento del centrosinistra stanzia 65 milioni perché la Regioni attui un piano per l’occupazione con enti locali e parti sociali. L’idea del centrodestra è invece di prevedere tutto con una legge collegata (ma il piano avrebbe 6-8 mesi di ritardo). Controfinanziaria L’assessore al Bilancio, Giorgio La Spisa, non ha ancora sciolto la riserva sulle proposte aggiuntive dell’opposizione.

 

«Le nostre idee - afferma Franco Sabatini (Pd), relatore di minoranza - riempiono di contenuti una Finanziaria altrimenti vuota». Oltre al reddito minimo di 12 mila euro (su cui c’è già uno scontro) si andrà al braccio di ferro probabilmente anche sui 30 milioni per la manutenzione degli edifici scolastici e sui 77 per l’adeguamento degli stessi alle norme sulla riqualificazione energetica.

 

Per frenare lo spopolamento dei piccoli Comuni, il centrosinistra propone agevolazioni fiscali (pari al 20%) nei centri con meno di 500 abitanti. Per alleviare la situazione delle famiglie che si trovano al di sotto della soglia di povertà, l’opposizione propone un emendamento che istituisce il «credito di emergenza» per chi un reddito da 4 mila e 800 euro in giù. Serve per pagare bollette, spese sanitarie, libri scolastici, eccetera.

 

Previsto uno stanziamento di 10 milioni. La minoranza propone un ulteriore stanziamento di 1,2 milioni per il Master & Back affinché possano essere reintegrati i tirocini quali «macro area» dei percorsi di alta formazione.