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Il C.A.L. esprime parere su “ ISTITUZIONE DEL SERVIZIO INTEGRATO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI E RIORDINO IN MATERIA AMBIENTALE” PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 10:36
Il C.A.L. ha proceduto ad una disamina puntuale dell'articolato evidenziando i punti di forza e gli aspetti critici del testo Il DDLR si indirizza su innumerevoli aspetti che interessano la vita e la salute dei cittadini. A tal proposito il C.A.L. lavora affinché la Legge preveda il massimo del coinvolgimento al fine di poter fornire servizi efficienti e vicini ai bisogni della popolazione


Dal contesto della disamina effettuata sul testo del DDLR si è cercato di evidenziare gli aspetti più critici sulla base di una considerazione fondamentale: la tutela dell'ambiente è una materia di rilevanza primaria che investe trasversalmente la cura di ulteriori interessi primari quali la tutela della salute, il governo del territorio, la protezione civile e che pertanto mal si presta ad interventi normativi spot o interventi tampone. In particolare ciò è evidente  per quelle materie  quali la gestione complessiva dei rifiuti o i procedimenti  di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale che allo stato attuale, anche in ragione dell'evolversi della normativa statale, sono da considerarsi i più critici.
Si evidenzia che a seguito della L.R. 9/2006, soprattutto in materia ambientale, si è proceduto ad un sostanziale decentramento delle funzioni attraverso il trasferimento di competenze verso gli EE.LL. ed in particolare, nella materia in oggetto, a favore delle  Province. Pertanto,   risulta sempre più necessaria un opera di armonizzazione delle norme applicabili e soprattutto norme ed indirizzi di coordinamento da parte della Regione.
Dal complesso delle valutazioni qui esposte risulta quanto meno opportuna la scelta della 5° Commissione di procedere allo stralcio complessivo degli artt. 3 e 4. proposti dal testo della Giunta.
Per quanto attiene al primo comma si ribadisce  l'opportunità di rimettere al Piano regionale la scelta della delimitazione dell'ambito territoriale ottimale previa adeguata istruttoria pubblica, così come previsto dal T.U. Ambientale.
Per gli acquisti verdi previsti dall'art. 2 sarebbe opportuno che la norma proposta vada ad integrare la L.R. 5/2007 con successiva immediata emanazione delle direttive regionali previste dall'art. 196 del Dlgs. 152/2006.
A conclusione si impone un osservazione metodologica importante. Nella disciplina della materia ambientale l'esercizio della potestà  normativa regionale dovrebbe coinvolgere, in sede consultiva, attraverso gli opportuni moduli organizzativi, le Autorità ambientali ed in particolare gli EE.LL.  Si tratta infatti di una materia la cui funzione amministrativa è ripartita su più livelli territoriali e pertanto si impongono scelte di integrazione dei procedimenti e di uniformità di soluzione dei problemi.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Agosto 2010 10:37