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misure a favore della parteciapazione democratica alle cariche elettive - regolamento parere della Corte dei Conti PDF Stampa

 

 

decreto del Presidente della Giunta regionale n. 1 del 5 febbraio 2019 recante “Regolamento di attuazione dell’art. 73 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna) in materia di oneri connessi all’esercizio delle funzioni elettive”.

 

Il rinvio al quantum dell’indennità di funzione prevista dalla Tabella A del D.M. 4 aprile 2000, n. 119 non può che essere inteso come decurtato, in modo permanente, nella misura del 10% secondo la giurisprudenza della Corte dei conti anche in sede nomofilattica, ai sensi dell’art. 1, comma 54 della L. 266/2005, ispirato al contenimento dei c.d. costi della politica.

La sezione regionale per la Sardegna della Corte dei Conti risponde chiaramente al quesito posto dai Comuni di Ruinas, Suni, Bolotana , Lei e Montresta che interrogano sulla effettiva consistenza della misura ristoratrice introdotta dal regolamento esecutivo in attuazione dell'art 1 comma 6 e dell'art, 73 della legge regionale n. 2 del 4 febbraio 2016 per garantire il diritto di accesso a tutti i cittadini alle cariche elettive in condizione di eguaglianza e per lo svolgimento delle stesse con disciplina e onore.

Il collegio della Corte dei Conti regionale, a evitare che siffatte misure si convertano indebitamente in una sorta di retribuzione integrativa della funzione, ribadisce che la causa giustificativa di quello che è definito in sede regolamentare come rimborso in termini forfettari, e presupposto richiesto dalla norma di legge per la sua corresponsione, è la sussistenza di una spesa/onere che sia verificabile nel suo sostenimento e nella sua riconducibilità alla funzione sebbene l’erogazione avvenga in misura forfettaria e non analitica.

la deliberazione n. 61 del 23 settembre 2019

la deliberazione n. 63 del 23 settembre 2019

la deliberazione n. 58 del 23 settembre 2019

la deliberazione n. 64 del 23 settembre 2019

la deliberazione n. 62 del 23 settembre 2019

 
misure a favore della parteciapazione democratica alle cariche elettive - regolamento parere della Corte dei Conti PDF Stampa

 

 

decreto del Presidente della Giunta regionale n. 1 del 5 febbraio 2019 recante “Regolamento di attuazione dell’art. 73 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna) in materia di oneri connessi all’esercizio delle funzioni elettive”.

 

Il rinvio al quantum dell’indennità di funzione prevista dalla Tabella A del D.M. 4 aprile 2000, n. 119 non può che essere inteso come decurtato, in modo permanente, nella misura del 10% secondo la giurisprudenza della Corte dei conti anche in sede nomofilattica, ai sensi dell’art. 1, comma 54 della L. 266/2005, ispirato al contenimento dei c.d. costi della politica.

La sezione regionale per la Sardegna della Corte dei Conti risponde chiaramente al quesito posto dai Comuni di Ruinas, Suni, Bolotana , Lei e Montresta che interrogano sulla effettiva consistenza della misura ristoratrice introdotta dal regolamento esecutivo in attuazione dell'art 1 comma 6 e dell'art, 73 della legge regionale n. 2 del 4 febbraio 2016 per garantire il diritto di accesso a tutti i cittadini alle cariche elettive in condizione di eguaglianza e per lo svolgimento delle stesse con disciplina e onore.

Il collegio della Corte dei Conti regionale, a evitare che siffatte misure si convertano indebitamente in una sorta di retribuzione integrativa della funzione, ribadisce che la causa giustificativa di quello che è definito in sede regolamentare come rimborso in termini forfettari, e presupposto richiesto dalla norma di legge per la sua corresponsione, è la sussistenza di una spesa/onere che sia verificabile nel suo sostenimento e nella sua riconducibilità alla funzione sebbene l’erogazione avvenga in misura forfettaria e non analitica.

la deliberazione n. 61 del 23 settembre 2019

la deliberazione n. 63 del 23 settembre 2019

la deliberazione n. 58 del 23 settembre 2019

la deliberazione n. 64 del 23 settembre 2019

la deliberazione n. 62 del 23 settembre 2019

 
tirocini finalizzati a sostenere il reddito di inclusione PDF Stampa

Indennità per tirocini finalizzati -Rei ( reddito di inclusione) non rientrano  fra le spese personale -i tirocini finalizzati a sostenere il reddito di inclusione  non rientrano nella fattispecie di lavoro occasionale valevole ai sensi dell’art. 1 comma 557 bis della legge n. 296/2006

 

La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 75/2019/PAR del 27 giugno 20167 ha risposto al Comune di Villa San Pietro che chiedeva un parere, considerata la loro natura sociale e assistenzialistica in merito alle indennità di partecipazione/frequenza che integrano il contributo REI, erogate a valere sulla Quota Servizi Fondo Povertà chiedendo in particolare se siano da escludere dalle spese di personale e , quindi, non assoggettate ai relativi limiti di spesa.

La Corte dei Conti, tenuto anche conto del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 convertito in legge n. 26/2019 che introduce il reddito di cittadinanza e anche considerando il principio di diritto affermato dalla Sezione delle autonomie locali nella deliberazione n. 29/SEZAUT/2017/QMIG della Sezione Autonomie secondo cui è affidata alla valutazione del Soggetto pubblico, responsabile della gestione finanziaria, la verifica in concreto della prevalenza della finalità solidaristica e l’insussistenza di elementi che depongono per l’instaurazione di un rapporto lavorativo per quanto di natura occasionale, ai fini dell’esclusione di tali spese da quelle per il personale, nel caso di interventi e di servizi sociali finalizzati a realizzare il sistema integrato di contrasto alla povertà vengono fatti salvi i tirocini finalizzati all’inclusione sociale e alla riabilitazione.

Ad avviso della Sezione, i tirocini finalizzati, oggetto del quesito, si differenziano rispetto alla fattispecie di lavoro occasionale nell’accezione delineata dalla deliberazione n. 29/SEZAUT/2017/QMIG. Ciò in quanto le spese per sostenerli gravano integralmente sul Fondo Povertà e, in conseguenza, non residua alcuna valutazione discrezionale in capo all’Ente locale. Attesa, infatti, la valenza di principi fondamentali ai sensi dell’art. 117 Cost. del quadro normativo che presiede alla loro attivazione, rivolto a garantire livelli essenziali delle prestazioni, il Comune è tenuto a dar corso al sistema integrato di interventi e servizi sociali, coordinati e finanziati in sede nazionale e regionale. Per l’effetto i tirocini in questione non sembrano integrare la fattispecie di lavoro occasionale valevole ai sensi dell’art. 1 comma 557 bis della legge n. 296/2006.

Questo vale anche nel caso in cui i Comuni concorrano alle spese per detti tirocini con risorse proprie

 

la deliberazione n. 75 del 17 ottobre 2019
Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Ottobre 2019 08:27
 
LIMITI ASSUNZIONALI PER I PICCOLI COMUNI - PREVALE IL PRINCIPIO DELL'EQUIVALENZA PDF Stampa

 

 

“Nel rispetto di tutte le altre disposizioni normative che disciplinano l’assunzione presso le amministrazioni pubbliche e ferma restando la vigenza di entrambi i vincoli posti dall’art. 1, comma 562, della legge n. 296/2006, la determinazione dei limiti assunzionali ivi contenuti, può prescindere dalla corrispondenza numerica tra personale cessato e quello assumibile, a condizione che permanga l’invarianza della spesa e, quindi, venga rispettato il tetto di spesa per il personale sostenuto nell’anno 2008. Conseguentemente, purché si verifichino dette condizioni, il limite assunzionale può ritenersi rispettato anche quando, a fronte di un’unica cessazione a tempo indeterminato e pieno, l’Ente, nell’esercizio della propria capacità assunzionale, proceda a più assunzioni a tempo parziale che ne assorbano completamente il monte ore”.

 

In questo modo è stata risolta la questione di massima sottoposta all'attenzione della Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti con delibera n. 4/SEZAUT/2019/QMIG dalla Sezione Regionale per la Sardegna (vedi deliberazioni n. 12/2019/QMIG e VSRCSAR/20/2019/PAR sez. Sardegna) a sua volta sollecitata da una richiesta di parere del Comune di Genuri. Si tratta di un provvedimento molto utile per indirizzare gli enti locali nella programmazione del fabbisogno del personale e nel ricorso alle assunzioni nel rispetto dei vincoli di spesa seppure con flessibilità.

La corte dei Conti richiama la corte costituzionale segnalando che la normativa statale, espressione della finalità di coordinamento finanziario, che legittimamente impone limiti alla spesa delle autonomie territoriali, deve essere rispettosa del generale canone della ragionevolezza e proporzionalità dell’intervento normativo rispetto all’obiettivo prefissato (Corte costituzionale, sentenza n. 236 del 2010).


 
LIMITI ASSUNZIONALI PER I PICCOLI COMUNI - PREVALE IL PRINCIPIO DELL'EQUIVALENZA PDF Stampa

 

 

“Nel rispetto di tutte le altre disposizioni normative che disciplinano l’assunzione presso le amministrazioni pubbliche e ferma restando la vigenza di entrambi i vincoli posti dall’art. 1, comma 562, della legge n. 296/2006, la determinazione dei limiti assunzionali ivi contenuti, può prescindere dalla corrispondenza numerica tra personale cessato e quello assumibile, a condizione che permanga l’invarianza della spesa e, quindi, venga rispettato il tetto di spesa per il personale sostenuto nell’anno 2008. Conseguentemente, purché si verifichino dette condizioni, il limite assunzionale può ritenersi rispettato anche quando, a fronte di un’unica cessazione a tempo indeterminato e pieno, l’Ente, nell’esercizio della propria capacità assunzionale, proceda a più assunzioni a tempo parziale che ne assorbano completamente il monte ore”.

 

In questo modo è stata risolta la questione di massima sottoposta all'attenzione della Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti con delibera n. 4/SEZAUT/2019/QMIG dalla Sezione Regionale per la Sardegna (vedi deliberazioni n. 12/2019/QMIG e VSRCSAR/20/2019/PAR sez. Sardegna) a sua volta sollecitata da una richiesta di parere del Comune di Genuri. Si tratta di un provvedimento molto utile per indirizzare gli enti locali nella programmazione del fabbisogno del personale e nel ricorso alle assunzioni nel rispetto dei vincoli di spesa seppure con flessibilità.

La corte dei Conti richiama la corte costituzionale segnalando che la normativa statale, espressione della finalità di coordinamento finanziario, che legittimamente impone limiti alla spesa delle autonomie territoriali, deve essere rispettosa del generale canone della ragionevolezza e proporzionalità dell’intervento normativo rispetto all’obiettivo prefissato (Corte costituzionale, sentenza n. 236 del 2010).


 
FUNZIONE CONSULTIVA DELLA CORTE DEI CONTI - REGOLAMENTO E MODELLO RICHIESTA PARERI PDF Stampa

RICHIESTA DI PARERE ALLA CORTE DEI CONTI

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Giugno 2011 11:48
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Corte dei Conti Sardegna deliberazione 132-2016 PDF Stampa

Diritti di rogito ai segretari comunali, art. 10, comma 2 bis, del decreto legge n. 90/2014.

 

La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 132/2016/PAR del 08 novembre 2016 ha risposto al comune di Telti che chiedeva un parere in merito all’interpretazione dell’art. 10, comma 2 bis, del decreto legge n. 90/2014 chiedendo in particolare se “spetta la liquidazione dei diritti di rogito ai segretari comunali collocati nella fascia professionale B che prestano servizio e rogano contratti nell’interesse di enti locali sprovvisti di personale con qualifica dirigenziale”.

 

La Corte ha precisato che, la Sezione di controllo della Corte dei conti dell’Emilia Romagna, con la deliberazione n. 74/2016/PAR del 15 settembre 2016, ha ricostruito l’iter di approvazione della norma e ha analizzato le due diverse interpretazioni sopra richiamate, giungendo alla conclusione di “confermare l’orientamento esplicitato secondo i principi stabiliti in sede nomofilattica dalla Sezione delle Autonomie”, considerato che mentre ai segretari di fascia A e B spetta in ogni caso il trattamento economico equiparato a quello dei dirigenti, per i segretari di fascia C l’equiparazione si realizza soltanto se nella struttura organizzativa sono presenti dirigenti …. Ne consegue che i segretari di fascia C, che operano in comuni con presenza di dirigenti, finiscono per godere di retribuzione più elevata rispetto ai pari fascia titolari di sedi di comuni nei quali non vi siano dirigenti”.

Con riguardo al quesito posto dal Comune di Telti, questa Sezione di controllo non si discosta dall’interpretazione fornita con valore nomofilattico dalla Sezione delle Autonomie nella delibera 21 del 2015, e dalla successiva prospettazione confermativa contenuta nella deliberazione n. 74/2016/PAR della Sezione di controllo dell’Emilia Romagna.

 

Deliberazione n. 132/2016/PAR del 08 novembre 2016

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Novembre 2016 08:58
 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 125-2016 PDF Stampa

La composizione degli organi di governo degli Enti Locali della Sardegna è regolata dalle vigenti disposizioni dell’art.1 della L.R. 22 febbraio 2012 n.4, non inciso dalla riforma degli Enti Locali intervenuta con la L.R. 4 febbraio 2016, n.2. Per essi non trovano pertanto applicazione le previsioni di cui all’art.1, commi 135 e 136 della legge 24 aprile 2014, n.56.


La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 125/2016/PAR del 27 ottobre 2016 ha risposto al comune di Sanluri che chiedeva un parere in merito all’applicabilità, agli Enti Locali della Sardegna, delle disposizioni di cui all’art.1, comma 136, della legge 24 aprile 2014, n.56, il quale prevede l’invarianza della spesa a carico dei Comuni per i quali trovi applicazione, in punto di composizione degli organi istituzionali, il precedente comma 135”.

La Corte ha precisato che, come correttamente ha rilevato il Consiglio delle Autonomie Locali che la composizione degli organi di governo degli Enti Locali della Sardegna è regolata dalle vigenti disposizioni dell’art.1 della L.R. 22 febbraio 2012 n.4, non inciso dalla riforma degli Enti Locali intervenuta con la L.R. 4 febbraio 2016, n.2, come reso palese dalle disposizioni dell’art.34 della medesima legge (che ha provveduto alla modifica del solo secondo comma dell’art.1 L.R. n.4/2012). Non trova pertanto applicazione l’art.1, comma 135, in premessa richiamato.

Da quanto sopra deriva, conseguentemente, anche l’’inapplicabilità delle disposizioni del successivo comma 136, il quale presuppone, appunto, la rideterminazione del numero dei consiglieri ai sensi delle citate disposizioni.


Deliberazione n. 125/2016/PAR del 27 ottobre 2016

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Ottobre 2016 07:17
 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 122-2016 PDF Stampa

Corresponsione di incentivi per la progettazione, ai sensi dell’art. 93, comma 7ter, del d.lgs. 163/2006, per lo svolgimento di attività di manutenzione ordinaria e straordinaria.


La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 122/2016/PAR del 18 ottobre 2016 ha risposto alla provincia di Cagliari che chiedeva di conoscere l’avviso della Sezione delle Corte sulla“possibilità di riconoscere incentivi per la progettazione, ai sensi dell’art. 93, comma 7ter, del d.lgs. 163/2006, introdotto, in sede di conversione, dall’art. 13bis della legge n. 114 del 2014, per lo svolgimento di attività di manutenzione straordinaria. Il Commissario Straordinario della Provincia di Cagliari chiede in particolare se in base alla lettera dell’art. 93, comma 7ter, del d.lgs. 163/2006, introdotto dall’art. 13bis della legge n. 114 del 2014 ... tra le attività escluse dalla ripartizione delle risorse del fondo per la progettazione e l’innovazione rientrino, oltre ai lavori di manutenzione ordinaria, anche quelli di manutenzione straordinaria.

La Corte ha precisato che la questione oggetto della richiesta di parere del Commissario Straordinario della Provincia di Cagliari è stata recentemente affrontata dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei conti con deliberazione n. 10/SEZAUT/2016/QMIG del 23 marzo 2016, che, in sede di questione di massima, sollevata a seguito di contrasto interpretativo tra più Sezioni, ha enunciato il seguente principio di diritto: la corretta interpretazione dell’articolo 93, comma 7-ter, d.lgs. 163/2006, alla luce delle disposizioni recate dal d.l. n. 90/2014 e dei criteri individuati dalla legge delega n.11/2016, è nel senso dell’esclusione dall’incentivo alla progettazione interna di qualunque attività manutentiva, senza distinzione tra manutenzione ordinaria o straordinaria.

 

Deliberazione n. 122/2016/PAR del 18 ottobre 2016

 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 119-2016 PDF Stampa

La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 119/2016/PAR del 18 ottobre 2016 ha risposto al comune di Ula Tirso precisando che ai sensi delle vigenti disposizioni della legge regionale n.2/2016, è rimesso alla Giunta regionale adottare criteri e modalità con le quali attivare le procedure di mobilità del personale delle province soppresse e delle altre province ed, eventualmente, nel rispetto della legge, anche autorizzare la facoltà di indire bandi esclusivamente riservati a dipendenti di area vasta. L’esclusione dal tetto di spesa di cui allart.1, commi 557 e 562 della legge n.296/2006, riconosciuto dall’art.1, comma 424, della legge 190/2014 in funzione della ricollocazione del personale ritenuto sovrannumerario a seguito del generale riassetto degli enti di area vasta sulla base del sistema individuato dalla disciplina statale, non risulta applicabile all’interno dell’ordinamento regionale della Sardegna.

 

Deliberazione n. 119/2016/PAR del 18 ottobre 2016

Ultimo aggiornamento Lunedì 24 Ottobre 2016 09:58
 
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