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FUNZIONE CONSULTIVA DELLA CORTE DEI CONTI - REGOLAMENTO E MODELLO RICHIESTA PARERI PDF Stampa

RICHIESTA DI PARERE ALLA CORTE DEI CONTI

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Giugno 2011 11:48
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Corte dei Conti Sardegna deliberazione 59-2017 PDF Stampa

Enti locali ---  concetto di risorse aggiuntive ripetto al divieto di destinare risorse aggiuntive alla contrattazione integrativa nel caso di mancato rispetto del patto di stabilità -

 

La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 59/2017/PAR del 27 giugno 20167 ha risposto allla Provincia di Oristano che chiedeva un parere in merito all’interpretazione dell’art. art. 31 della legge n. 183 del 2011 e art 40, comma 3-quinquies del decreto legislativo n. 165 del 2001 chiedendo in particolare se costituiscano "risorse aggiuntive", ai sensi degli articoli citati, le economie risultanti dall’utilizzo del fondo per il salario accessorio del Comparto dell’anno precedente, in particolare derivanti da risorse ex art. 17, comma 5, e art. 15 lettera m) del CCNL del 1° aprile 1999” anche in caso di mancato rispetto del patto di stabilità.

 

La Corte ha precisato che, l’Ente, anche se inadempiente all’obbligo del rispetto del patto di stabilità, possa incrementare il Fondo per la contrattazione decentrata di ciascuna annualità, nella parte variabile, con le risorse già stanziate nel Fondo dell’anno precedente e non attribuite e in tal senso costituenti “economie”. Ciò alla luce del principio di integrale utilizzo delle risorse del Fondo in ciascuna annualità, nonché della possibilità, fatta oggetto di espressa previsione contrattuale, di riportare eventuali risorse non attribuite quali incrementi nel Fondo dell’annualità successiva, si osserva che le risorse stesse, oggetto di un mero trasferimento temporale di spesa, non possono che essere considerate fra le voci di natura variabile, a prescindere dalla eventuale certezza e stabilità della voce sulla quale le economie sono state realizzate

 

Deliberazione n. 59/2017/PAR del 27 giugno 2017

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Luglio 2017 16:16
 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 132-2016 PDF Stampa

Diritti di rogito ai segretari comunali, art. 10, comma 2 bis, del decreto legge n. 90/2014.

 

La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 132/2016/PAR del 08 novembre 2016 ha risposto al comune di Telti che chiedeva un parere in merito all’interpretazione dell’art. 10, comma 2 bis, del decreto legge n. 90/2014 chiedendo in particolare se “spetta la liquidazione dei diritti di rogito ai segretari comunali collocati nella fascia professionale B che prestano servizio e rogano contratti nell’interesse di enti locali sprovvisti di personale con qualifica dirigenziale”.

 

La Corte ha precisato che, la Sezione di controllo della Corte dei conti dell’Emilia Romagna, con la deliberazione n. 74/2016/PAR del 15 settembre 2016, ha ricostruito l’iter di approvazione della norma e ha analizzato le due diverse interpretazioni sopra richiamate, giungendo alla conclusione di “confermare l’orientamento esplicitato secondo i principi stabiliti in sede nomofilattica dalla Sezione delle Autonomie”, considerato che mentre ai segretari di fascia A e B spetta in ogni caso il trattamento economico equiparato a quello dei dirigenti, per i segretari di fascia C l’equiparazione si realizza soltanto se nella struttura organizzativa sono presenti dirigenti …. Ne consegue che i segretari di fascia C, che operano in comuni con presenza di dirigenti, finiscono per godere di retribuzione più elevata rispetto ai pari fascia titolari di sedi di comuni nei quali non vi siano dirigenti”.

Con riguardo al quesito posto dal Comune di Telti, questa Sezione di controllo non si discosta dall’interpretazione fornita con valore nomofilattico dalla Sezione delle Autonomie nella delibera 21 del 2015, e dalla successiva prospettazione confermativa contenuta nella deliberazione n. 74/2016/PAR della Sezione di controllo dell’Emilia Romagna.

 

Deliberazione n. 132/2016/PAR del 08 novembre 2016

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Novembre 2016 08:58
 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 125-2016 PDF Stampa

La composizione degli organi di governo degli Enti Locali della Sardegna è regolata dalle vigenti disposizioni dell’art.1 della L.R. 22 febbraio 2012 n.4, non inciso dalla riforma degli Enti Locali intervenuta con la L.R. 4 febbraio 2016, n.2. Per essi non trovano pertanto applicazione le previsioni di cui all’art.1, commi 135 e 136 della legge 24 aprile 2014, n.56.


La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 125/2016/PAR del 27 ottobre 2016 ha risposto al comune di Sanluri che chiedeva un parere in merito all’applicabilità, agli Enti Locali della Sardegna, delle disposizioni di cui all’art.1, comma 136, della legge 24 aprile 2014, n.56, il quale prevede l’invarianza della spesa a carico dei Comuni per i quali trovi applicazione, in punto di composizione degli organi istituzionali, il precedente comma 135”.

La Corte ha precisato che, come correttamente ha rilevato il Consiglio delle Autonomie Locali che la composizione degli organi di governo degli Enti Locali della Sardegna è regolata dalle vigenti disposizioni dell’art.1 della L.R. 22 febbraio 2012 n.4, non inciso dalla riforma degli Enti Locali intervenuta con la L.R. 4 febbraio 2016, n.2, come reso palese dalle disposizioni dell’art.34 della medesima legge (che ha provveduto alla modifica del solo secondo comma dell’art.1 L.R. n.4/2012). Non trova pertanto applicazione l’art.1, comma 135, in premessa richiamato.

Da quanto sopra deriva, conseguentemente, anche l’’inapplicabilità delle disposizioni del successivo comma 136, il quale presuppone, appunto, la rideterminazione del numero dei consiglieri ai sensi delle citate disposizioni.


Deliberazione n. 125/2016/PAR del 27 ottobre 2016

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Ottobre 2016 07:17
 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 122-2016 PDF Stampa

Corresponsione di incentivi per la progettazione, ai sensi dell’art. 93, comma 7ter, del d.lgs. 163/2006, per lo svolgimento di attività di manutenzione ordinaria e straordinaria.


La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 122/2016/PAR del 18 ottobre 2016 ha risposto alla provincia di Cagliari che chiedeva di conoscere l’avviso della Sezione delle Corte sulla“possibilità di riconoscere incentivi per la progettazione, ai sensi dell’art. 93, comma 7ter, del d.lgs. 163/2006, introdotto, in sede di conversione, dall’art. 13bis della legge n. 114 del 2014, per lo svolgimento di attività di manutenzione straordinaria. Il Commissario Straordinario della Provincia di Cagliari chiede in particolare se in base alla lettera dell’art. 93, comma 7ter, del d.lgs. 163/2006, introdotto dall’art. 13bis della legge n. 114 del 2014 ... tra le attività escluse dalla ripartizione delle risorse del fondo per la progettazione e l’innovazione rientrino, oltre ai lavori di manutenzione ordinaria, anche quelli di manutenzione straordinaria.

La Corte ha precisato che la questione oggetto della richiesta di parere del Commissario Straordinario della Provincia di Cagliari è stata recentemente affrontata dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei conti con deliberazione n. 10/SEZAUT/2016/QMIG del 23 marzo 2016, che, in sede di questione di massima, sollevata a seguito di contrasto interpretativo tra più Sezioni, ha enunciato il seguente principio di diritto: la corretta interpretazione dell’articolo 93, comma 7-ter, d.lgs. 163/2006, alla luce delle disposizioni recate dal d.l. n. 90/2014 e dei criteri individuati dalla legge delega n.11/2016, è nel senso dell’esclusione dall’incentivo alla progettazione interna di qualunque attività manutentiva, senza distinzione tra manutenzione ordinaria o straordinaria.

 

Deliberazione n. 122/2016/PAR del 18 ottobre 2016

 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 119-2016 PDF Stampa

La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 119/2016/PAR del 18 ottobre 2016 ha risposto al comune di Ula Tirso precisando che ai sensi delle vigenti disposizioni della legge regionale n.2/2016, è rimesso alla Giunta regionale adottare criteri e modalità con le quali attivare le procedure di mobilità del personale delle province soppresse e delle altre province ed, eventualmente, nel rispetto della legge, anche autorizzare la facoltà di indire bandi esclusivamente riservati a dipendenti di area vasta. L’esclusione dal tetto di spesa di cui allart.1, commi 557 e 562 della legge n.296/2006, riconosciuto dall’art.1, comma 424, della legge 190/2014 in funzione della ricollocazione del personale ritenuto sovrannumerario a seguito del generale riassetto degli enti di area vasta sulla base del sistema individuato dalla disciplina statale, non risulta applicabile all’interno dell’ordinamento regionale della Sardegna.

 

Deliberazione n. 119/2016/PAR del 18 ottobre 2016

Ultimo aggiornamento Lunedì 24 Ottobre 2016 09:58
 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 118-2016 PDF Stampa

Trattamento economico dei legali interni.


La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 118/2016/PAR del 18 ottobre 2016 ha risposto al comune di Selargius che chiedeva di conoscere l’avviso della Sezione delle Corte in merito alle modalità con le quali procedere al pagamento dei compensi professionali secondo le disposizioni dell’articolo 9 del D.L 24 giugno 2014, n.90, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n.114. In particolare chiedeva di conoscere:

1) Come determinare lo stanziamento per i compensi su spese legali compensate posto che nell’anno 2013 non era prevista alcuna tipologia di spesa;

2) Se le somme da stanziare per la tipologia di compensi di cui sopra rientrano nel fondo delle risorse decentrate destinate al salario accessorio e di conseguenza siano soggette al blocco del fondo posto dall’articolo 1 comma 236 della Legge di stabilità 2016;

3) Il significato da attribuire al “trattamento economico complessivo” di cui al comma 7 dell’articolo 9 del D.L. 90/2014;

4) Nel qual caso, come deve essere calcolato il limite alla liquidazione dei compensi se nel trattamento economico complessivo sono conteggiati i compensi stessi.

 

La Corte ha precisato che “Per la determinazione del trattamento economico dei legali interni, spetta esclusivamente all’amministrazione l’autonoma e prudenziale individuazione dei criteri oggettivi da valorizzare per la determinazione del parametro di riferimento dello stanziamento 2013 nell’ipotesi di sua assenza nelle scritture contabili;

E’ inammissibilità la richiesta di parere riguardante l’esatta identificazione del “trattamento economico complessivo” utilizzato come limite retributivo ai sensi dell’art.9, comma 7, del D.L 24 giugno 2014, n.90, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n.114; Per i compensi professionali dei legali interni non possano trovare applicazione i limiti previsti dalla normativa di contabilità pubblica per la retribuzione accessoria del personale dipendente, oggi trasfusi nell’art.1, comma 236, della legge 108/2015.

 

Deliberazione n. 118/2016/PAR del 18 ottobre 2016

 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 117-2016 PDF Stampa

Indennità di funzione degli amministratori straordinari.


La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 117/2016/PAR del 18 ottobre 2016 ha risposto alla Provincia di Oristano che chiedeva di conoscere l’avviso della Sezione delle Corte in merito all’applicabilità, alle indennità di carica dell’Amministratore straordinario, della sanzione finanziaria di cui all’art.31, comma 26, lettera e) della legge 12 novembre 2011, n.183, il quale dispone la riduzione del 30% delle indennità di funzione di cui all’art.82 del T.U.E.L. D.Lgs. agosto 2000, n.267.

La Corte precisa che ragioni di carattere testuale, logico e sistematico implicano che la disciplina sanzionatoria dell’art.31, lettera e) della legge 183/2011, in difetto di espressa previsione normativa, non possa essere estesa all‘indennità di funzione degli amministratori straordinari delle Province, nominati ai sensi delle vigenti disposizioni della Legge Regionale n.2/2016

 

 

Deliberazione n. 117/2016/PAR del 18 ottobre 2016

 
Comunicazione relativa Deliberazione n. 54/2016 PAR PDF Stampa

Con comunicazione del 26 maggio 2016 la Corte dei Conti Sezione del Controllo per la Sardegna precisa che, in merito alla Deliberazione n.54/2016/PAR relativa alle modalità di riassorbimento del personale provinciale in esubero, nelle more del deferimento all'esame collegiale dei quesiti posti dal Comune di Sardara è intervenuta la legge regionale 20 aprile2016, n. 7 che ha modificato testualmente l'art. 30 della legge regionale n. 2 del 4 febbraio 2016, sopprimendo il riferimento alla legge 190/2014.

Conseguentemente le valutazioni espresse nel parere al punto b) dovranno essere rivalutate alla luce del mutato contesto normativo.

Tanto si segnala per le iniziative di coordinamento di competenza.

 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 54-2016 PDF Stampa

La Corte dei Conti Sezione Controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 54 del 16 maggio 2016 si pronuncia sulla richiesta di parere inoltrata dal Comune di Sardara.

 

La Corte rispondendo al primo quesito con il quale si chiedeva

  1. 1. se è consentito l’utilizzo dei risparmi derivanti da cessazioni di personale non sostituito verificatesi nel triennio 2011-2013 (residui ancora disponibili) per nuove assunzioni a tempo indeterminato; in particolare attingendo da graduatorie di concorsi pubblici approvati da altri enti locali ovvero avviando autonome procedure concorsuali.

precisa che per l'anno 2016 (resti inutilizzati a valere sui singoli budget annuali del triennio 2013-2015, per cessazioni intervenute nel triennio 2012-2014) potranno essere liberamente utilizzati solamente i resti assunzionali calcolati sulle cessazioni degli esercizi 2012 e 2013, dal momento che i resti non utilizzati sulle cessazioni dell’esercizio 2014 (budget 2015) sono vincolati per legge per le assunzioni del personale degli enti di area vasta.

Quanto infine alle modalità con le quali potersi procedere all’assunzione del personale, per i budget non soggetti al regime vincolistico di cui alla legge n.190/2014, l’assunzione potrà certamente avvenire nel rispetto delle regole generali e cioè sia attingendo da graduatorie di concorsi pubblici approvati da altri enti locali sia avviando autonome procedure concorsuali, ma sempre nel rispetto della normativa vigente

 

In riferimento al secondo quesito:

  1. 2. se permane la possibilità di indire bandi di procedure di mobilità volontaria riservate esclusivamente al personale di ruolo degli enti di area vasta per l’utilizzo delle facoltà assunzionali del 2015-2016, fino a che non è concluso il processo di ricollocamento del personale delle Province, peraltro non ancora avviato nella Regione Sardegna;

la Corte precisa che anche in ambito regionale, per gli anni 2015 e 2016, operano i vincoli posti dal legislatore nazionale per le procedure di mobilità, con riserva dei budget assunzionali per il solo personale sovrannumerario degli enti di area vasta, senza che sia al momento possibile attivare procedure di mobilità volontaria riservate esclusivamente al personale di ruolo di area vasta. Accogliendo diversa soluzione si finirebbe o per consentire una mobilità per dipendenti di area vasta esclusivamente riservata ai dipendenti su base regionale, ovvero un’illegittima apertura alla mobilità per dipendenti degli enti di area vasta su base nazionale pur in presenza di espressi divieti di legge che impongono di attingere dagli appositi elenchi per l’assunzione del personale sovrannumerario.

Alla luce di tale previsione la Regione Sardegna ha l’onere o di richiedere al Dipartimento della Funzione Pubblica di aderire alle procedure di cui al medesimo decreto, ovvero di procedere in via autonoma a regolamentare le procedure per l’assunzione del personale sovrannumerario degli enti di area vasta in un contesto in cui ha già determinato la volontà di adeguarsi alla disciplina già vigente in ambito nazionale.

 

In riferimento al terzo quesito:

  1. 3. se, al fine del computo del periodo di durata delle nuove assunzioni a tempo determinato, ai sensi del nuovo art.34 comma 6, del D.Lgs.165/2001, occorre tener conto anche delle eventuali proroghe del contratto; nel caso, se la verifica dell’impossibilità di ricollocare il personale in disponibilità iscritto nell’apposito elenco deve ritenersi preclusiva anche laddove tale elenco non sia stato formato ovvero se la condizione possa comunque intendersi come verificata. 

Ai fini di cui all’art. 34, comma 6, del D.Lgs.165/2001, non è consentito alle amministrazioni pubbliche utilizzare artificiose proroghe contrattuali o fittizie frammentazioni del periodo di lavoro del personale a tempo determinato con lo scopo di ricondurre la prestazione lavorativa in spezzoni temporali che, singolarmente considerati, risultino inferiori ai dodici mesi, ma che sommati superano invece detto periodo, con evidente elusione del dettato normativo che imporrebbe il ricorso alla procedura di reclutamento del personale dagli appositi elenchi del personale in esubero.


Testo della deliberazione 54-2016

 
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