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Comunicazione relativa Deliberazione n. 54/2016 PAR PDF Stampa

Con comunicazione del 26 maggio 2016 la Corte dei Conti Sezione del Controllo per la Sardegna precisa che, in merito alla Deliberazione n.54/2016/PAR relativa alle modalità di riassorbimento del personale provinciale in esubero, nelle more del deferimento all'esame collegiale dei quesiti posti dal Comune di Sardara è intervenuta la legge regionale 20 aprile2016, n. 7 che ha modificato testualmente l'art. 30 della legge regionale n. 2 del 4 febbraio 2016, sopprimendo il riferimento alla legge 190/2014.

Conseguentemente le valutazioni espresse nel parere al punto b) dovranno essere rivalutate alla luce del mutato contesto normativo.

Tanto si segnala per le iniziative di coordinamento di competenza.

 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 54-2016 PDF Stampa

La Corte dei Conti Sezione Controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 54 del 16 maggio 2016 si pronuncia sulla richiesta di parere inoltrata dal Comune di Sardara.

 

La Corte rispondendo al primo quesito con il quale si chiedeva

  1. 1. se è consentito l’utilizzo dei risparmi derivanti da cessazioni di personale non sostituito verificatesi nel triennio 2011-2013 (residui ancora disponibili) per nuove assunzioni a tempo indeterminato; in particolare attingendo da graduatorie di concorsi pubblici approvati da altri enti locali ovvero avviando autonome procedure concorsuali.

precisa che per l'anno 2016 (resti inutilizzati a valere sui singoli budget annuali del triennio 2013-2015, per cessazioni intervenute nel triennio 2012-2014) potranno essere liberamente utilizzati solamente i resti assunzionali calcolati sulle cessazioni degli esercizi 2012 e 2013, dal momento che i resti non utilizzati sulle cessazioni dell’esercizio 2014 (budget 2015) sono vincolati per legge per le assunzioni del personale degli enti di area vasta.

Quanto infine alle modalità con le quali potersi procedere all’assunzione del personale, per i budget non soggetti al regime vincolistico di cui alla legge n.190/2014, l’assunzione potrà certamente avvenire nel rispetto delle regole generali e cioè sia attingendo da graduatorie di concorsi pubblici approvati da altri enti locali sia avviando autonome procedure concorsuali, ma sempre nel rispetto della normativa vigente

 

In riferimento al secondo quesito:

  1. 2. se permane la possibilità di indire bandi di procedure di mobilità volontaria riservate esclusivamente al personale di ruolo degli enti di area vasta per l’utilizzo delle facoltà assunzionali del 2015-2016, fino a che non è concluso il processo di ricollocamento del personale delle Province, peraltro non ancora avviato nella Regione Sardegna;

la Corte precisa che anche in ambito regionale, per gli anni 2015 e 2016, operano i vincoli posti dal legislatore nazionale per le procedure di mobilità, con riserva dei budget assunzionali per il solo personale sovrannumerario degli enti di area vasta, senza che sia al momento possibile attivare procedure di mobilità volontaria riservate esclusivamente al personale di ruolo di area vasta. Accogliendo diversa soluzione si finirebbe o per consentire una mobilità per dipendenti di area vasta esclusivamente riservata ai dipendenti su base regionale, ovvero un’illegittima apertura alla mobilità per dipendenti degli enti di area vasta su base nazionale pur in presenza di espressi divieti di legge che impongono di attingere dagli appositi elenchi per l’assunzione del personale sovrannumerario.

Alla luce di tale previsione la Regione Sardegna ha l’onere o di richiedere al Dipartimento della Funzione Pubblica di aderire alle procedure di cui al medesimo decreto, ovvero di procedere in via autonoma a regolamentare le procedure per l’assunzione del personale sovrannumerario degli enti di area vasta in un contesto in cui ha già determinato la volontà di adeguarsi alla disciplina già vigente in ambito nazionale.

 

In riferimento al terzo quesito:

  1. 3. se, al fine del computo del periodo di durata delle nuove assunzioni a tempo determinato, ai sensi del nuovo art.34 comma 6, del D.Lgs.165/2001, occorre tener conto anche delle eventuali proroghe del contratto; nel caso, se la verifica dell’impossibilità di ricollocare il personale in disponibilità iscritto nell’apposito elenco deve ritenersi preclusiva anche laddove tale elenco non sia stato formato ovvero se la condizione possa comunque intendersi come verificata. 

Ai fini di cui all’art. 34, comma 6, del D.Lgs.165/2001, non è consentito alle amministrazioni pubbliche utilizzare artificiose proroghe contrattuali o fittizie frammentazioni del periodo di lavoro del personale a tempo determinato con lo scopo di ricondurre la prestazione lavorativa in spezzoni temporali che, singolarmente considerati, risultino inferiori ai dodici mesi, ma che sommati superano invece detto periodo, con evidente elusione del dettato normativo che imporrebbe il ricorso alla procedura di reclutamento del personale dagli appositi elenchi del personale in esubero.


Testo della deliberazione 54-2016

 
Relazione sulla gestione finanziaria degli Enti Locali in Sardegna 2011-2014 PDF Stampa

La Corte Conti Sezione Controllo per la Sardegna con la deliberazione n.42 del 21 aprile 2016 ha pubblicato la “relazione sulla gestione finanziaria degli enti locali in Sardegna esercizi 2011-2014”.

L’analisi sullo stato della finanza degli enti locali in Sardegna (programmata con la deliberazione n. 22/2015/INPR) mira a delinearne gli andamenti complessivi per la verifica del rispetto degli equilibri di bilancio da parte degli enti locali sardi, sottolineando le principali irregolarità e criticità riscontrate. Tali aspetti significativi della finanza locale nella Regione vengono rilevati in un momento nel quale oltre alle consuete difficoltà emergono due elementi rilevanti riguardanti l’armonizzazione contabile ed il processo istituzionale di riordino delle funzioni di area vasta.

La relazione, si basa principalmente sull’analisi dei rendiconti di gestione e si avvale di un quadro conoscitivo più ampio esteso ad altre fonti informative. Il principale riferimento è costituito dai dati dei rendiconti 2011-2014 degli enti locali, acquisiti telematicamente dal sistema Sirtel e rielaborati attraverso il data warehouse “ConosCo”, nonché dalle relazioni degli organi di revisione contabile degli enti locali, trasmesse ai fini del controllo finanziario di cui all’art. 1, commi 166, e ss. della Legge n. 266 del 2005 ed acquisite dal sistema Siquel.

Gli enti oggetto dell’analisi finanziaria effettuata con il sistema Sirtel è di sicura rappresentatività,essendo costituito dalla totalità delle province sarde e da 295 comuni sardi su 377 complessivi, con una popolazione di 1.419.098 abitanti, pari all’85,29 per cento del totale nel 2014

. Tra gli enti considerati sono stati inclusi anche gli enti che hanno partecipato alla sperimentazione prevista dall'art. 36 del d.lgs. n. 118 del 2011, modificato dal d.l. n. 102 del 2013.


Testo deliberazione 42-2016 e testo Relazione sulla gestione finanziaria degli Enti Locali della Sardegna.

 
Corte Conti Sardegna. Deliberazione n. 36-2016. PDF Stampa

Possibilità di prevedere, dopo l’istituzione del Fondo Unico per gli enti locali, il contributo per l’incentivazione della produttività, di cui alla L.R. n. 19 del 1997, tra le risorse variabili destinate alla produttività dei dipendenti.

 

La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 35/2016/PAR del 16 marzo 2016 ha risposto al comune di Capoterra che chiedeva di conoscere l’avviso della Sezione delle Corte “in ordine alla possibilità per il Comune di prevedere – anche dopo l’entrata in vigore dell’art. 10 della L.R. n. 2 del 2007 che ha istituito il Fondo Unico per gli enti locali - il contributo per l’incentivazione della produttività, di cui alla L.R. n. 19 del 1997, tra le risorse variabili destinate alla produttività dei propri dipendenti, ove nel bilancio dell’ente sussista la relativa capacità di spesa, come previsto dall’ultimo capoverso dell’art. 31 del CCNL del comparto del personale delle Autonomie locali del 6 luglio 1995, costituito secondo le previsioni dell’art. 15,comma 1, lettera K, del CCNL del 1° aprile 1999”.

Con riguardo al quesito posto dal comune di Capoterra la Sezione di Controllo precisa che:

le risorse del Fondo Unico di cui alla L.R. n. 2/2007, pur se variabili nel loro ammontare nel corso degli anni, confluiscono nel bilancio dell’ente territoriale con carattere di stabilità e di ripetitività.

La sezione sottolinea che la “piena autonomia” dell’ente locale nell’utilizzo degli stanziamenti assegnati non può prescindere dal perseguimento degli obiettivi assegnati dalle leggi i cui fondi sono confluiti nel fondo unico, che deve intendersi come prioritario rispetto a ulteriori destinazioni. La richiamata autonomia dell’ente locale nell’utilizzo degli stanziamenti assegnati, come ricostruita e delimitata dalla Sezione, determina che l’ente ha facoltà destinare risorse del fondo unico regionale al fondo per il finanziamento della parte variabile della retribuzione dei propri dipendenti ex art. 31 CCNL del 1995, ma nell’assoluto rispetto dei limiti e dei vincoli che seguono:

1. non deve determinare pregiudizio al perseguimento degli altri obbiettivi prioritari;

2. l’ente locale deve assicurare il rispetto delle disposizioni in materia di contenimento della spesa per il trattamento accessorio del personale dettate dall’art. 9, comma 2bis del D.L. n. 78 del 2010;

3. gli oneri per il personale finanziati con risorse del fondo unico regionale devono, infatti, essere ricompresi tra le spese rilevanti ai sensi dell’art. 1, comma 557, e dell’art. 1, comma 562 della legge n. 296 del 2006.


Deliberazione Sezione Controllo Regione Sardegna n. 35/2016

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Marzo 2016 08:43
 
Corte Conti Sardegna. Deliberazione n. 21-2016. PDF Stampa

Spesa per il personale. Riduzione dell'aliquota IRAP ai sensi della L.R. n. 12/2013. Riespansione ai sensi della L.R. n. 5/2015. Violazioni dei limiti di spesa di cui all'art. 1, comma 557, L. n. 296/2006.

 

La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 21/2016/PAR del 01 marzo 2016 ha risposto al comune di Iglesias che chiedeva di conoscere l’avviso della Sezione delle Corte “in ordine alla possibilità di non vedersi addebitato per il 2015 il mancato rispetto del tetto di spesa in materia di personale essendo lo stesso dipeso da modifiche normative introdotte dal Legislatore regionale che, dopo avere previsto la riduzione per il triennio 2013/2015, ha ridotto l’ambito temporale di vigenza del beneficio alle sole annualità 2013 e 2014”.

Con riguardo al quesito posto dal Comune di Iglesias, la Sezione di controllo sottolinea che in un precedente parere (del. n. 71/2014) aveva già rappresentato che l’applicazione di tale beneficio avrebbe, dapprima, comportato la riduzione dell’aggregato rilevante ai fini della disciplina del contenimento della spesa per il personale, e successivamente, l’aumento del medesimo aggregato al termine della vigenza di tale beneficio. Ciò con il rischio di possibili violazioni del tetto di spesa normativamente previsto (secondo l’art. 1, comma 557quater, L. n. 296/2006, dal 2014 il limite di spesa è la media del triennio 2011/2013), e della possibile applicazione delle sanzioni conseguenti alla violazione della disciplina di contenimento.

In particolare, al fine di orientare l’azione amministrativa degli Enti Locali, si raccomandava di non ignorare che la riduzione della spesa per il personale, nella misura corrispondente alla quota di riduzione dell’IRAP, non poteva essere ricondotta agli interventi di contenimento della spesa operati ai sensi dell’art. 1, comma 557, L. n. 296/2006 ma, piuttosto, doveva essere considerata una conseguenza automatica della riduzione dell’aliquota IRAP. Si segnalava, pertanto, l’esigenza di valutare prudenzialmente che al termine del regime transitorio, all’incremento dell’IRAP si sarebbe dovuta aggiungere la nuova spesa per il personale, eventualmente medio tempore assunta, e che ciò avrebbe potuto comportare seri rischi per il rispetto della disciplina di contenimento della spesa per il personale.

In conclusione, quindi, qualora cessato il regime transitorio di riduzione dell’aliquota IRAP, la spesa per il personale complessiva superi i limiti prescritti e, neutralizzando l’aumento dell’IRAP, residui un incremento della spesa per il personale, lo stesso non può essere ricondotto all’intervento del Legislatore regionale ma a scelte amministrative che incautamente non hanno tenuto in debita considerazione la transitorietà del regime di favore. Viceversa, qualora neutralizzando l’aumento dell’IRAP non si registri alcun incremento dell’aggregato spesa per il personale e il superamento dei limiti sia dovuto esclusivamente alla quota di riespansione dell’IRAP, la violazione della disciplina vincolistica non potrà essere imputata all’Ente e allo stesso non potranno essere applicate le conseguenze previste dall’art. 1, c. 555 ter, L. n. 296/2006.

 

Deliberazione n.21-2016

 
Corte dei Conti Sardegna deliberazione 5-2016 PDF Stampa

Limiti in materia di incarichi per consulenza, studio, ricerca – Principio di compensazione. Compatibilità della normativa regionale con quella statale di contenimento.


La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 5/2016/PAR del 29 gennaio 2016 ha risposto al comune di Iglesias che chiedeva un parere relativo alla “interpretazione dell’art. 6, comma 7, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con la legge 30 luglio 2010, n. 122, in merito alle spese di consulenza e studi in un ente che negli anni 2009, 2010 e 2011 non ha posto in essere alcuna spesa”.

La Sezione, con dopo aver illustrato il contenuto della disposizione sopra richiamata (le cui percentuali sono state più volte oggetto di revisione da parte del Legislatore), richiama i principi fissati in materia dalla Sezione delle Autonomie con deliberazione n. 26/SEZAUT/2013/QMIG del 30 dicembre 2013, in cui è stata estesa la discrezionalità, per gli enti locali, di operare compensazioni, nel rispetto del tetto complessivo di spesa risultante dall’applicazione dei singoli coefficienti di riduzione per consumi intermedi, previsti da norme dettate in materia di coordinamento della finanza pubblica.

In particolare, la Sezione delle Autonomie ha considerato legittimo che lo stanziamento in bilancio, riferito alle diverse tipologie di spese soggette a limitazione, avvenga in base alle necessità istituzionali dell’ente, ritenendo che il Comune possa operare compensazioni tra gli importi calcolati nel rispetto dei vincoli di legge, anche al di là delle voci previste dall’art. 6 del d.l. 78/2010.

 

Con riguardo al quesito posto dal Comune di Iglesias, la Sezione di controllo ritiene, quindi, che la asserita totale assenza di spese per consulenze nel triennio 2009-2011 non determini un divieto assoluto di effettuare spese di detta specifica tipologia. Sarà rimessa all’Ente la scelta se avvalersi di consulenti esterni (qualora siano rispettate tutte le altre condizioni stabilite dalla legge) e, di conseguenza, operare una riduzione della spesa complessiva sostenuta nel medesimo esercizio per le varie tipologie di spese soggette a limitazione, in modo tale da garantire il globale raggiungimento degli obiettivi complessivi di contenimento.

Per quanto concerne la possibilità di applicare alla spesa in esame la deroga stabilità dall’art. 2, comma 6, della legge regionale n. 10 del 18 marzo 2011 e successive modifiche, si richiama quanto già affermato da questa Sezione nella deliberazione n. 69/2014/PAR. E’ consentito, quindi, escludere dall’ambito applicativo dell’art. 6, comma 7, del D.L. n. 78/2010 le somme trasferite dalla Regione autonoma della Sardegna, ivi comprese quelle del fondo unico previsto dall’articolo 10 della legge regionale 29 maggio 2007, n.2. Occorre, peraltro, ribadire che i limiti di spesa di cui al decreto legge n. 78/2010 sono stati ricondotti dalla Corte Costituzionale ai principi di coordinamento della finanza pubblica, come tali cogenti anche per le Regioni a statuto speciale nonché per le amministrazioni locali di tali Regioni.

Si deve, altresì, osservare che non rientra nella deroga disposta con legge regionale il nuovo limite di cui all’art. 14, comma 1, del decreto legge n. 66 del 2014, che si aggiunge al precedente.

Si evidenzia, infine, che il comma 4-ter dell’art. 14 stabilisce che “… ai comuni, è comunque concessa, in coerenza e secondo le modalità previste al comma 10 dell’art. 8 e ai commi 5 e 12 dell’art. 47, la facoltà di rimodulare o adottare misure alternative di contenimento della spesa corrente, al fine di conseguire risparmi comunque non inferiori a quelli derivanti dall’applicazione dei commi 1 e 2 del presente articolo”.

 

Testo integrale della Deliberazione

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Febbraio 2016 11:10
 
Sezione Autonomie - utilizzo dei resti assunzionali degli anni 2011-2013 PDF Stampa

La Corte dei conti, Sezione Autonomie, con la delibera 26/2015, afferma che i resti assunzionali degli anni 2011-2013 possono essere liberamente utilizzati per effettuare assunzioni non soggette al congelamento disposto dall’articolo 1, comma 424, della legge 190/2014.

 

La Sezione afferma che “gli enti locali possono effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato utilizzando la capacità assunzionale del 2014 derivante dalle cessazioni di personale nel triennio 2011-2013, sempre nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica; mentre, con riguardo al budget di spesa del biennio 2015-2016 (riferito alle cessazioni di personale intervenute nel 2014 e nel 2015), la capacità assunzionale è soggetta ai vincoli posti dall’articolo 1, comma 424 della legge 190/2014 finalizzati a garantire il riassorbimento del personale provinciale”.

 

Testo Deliberazione n. 26/2015 Sezione Autonomie Corte dei Conti

 
Sezione Autonomie - applicazione dell'art. 1, comma 424 della legge di stabilità per il 2015 PDF Stampa

La Corte dei Conti, Sezione delle autonomie,  con la delibera n. 19 depositata il 16 giugno 2015, ha affrontato alcune questioni di massima deferite da diverse Sezioni regionali, in merito alle problematiche interpretative poste dall’applicazione dell’art. 1, comma 424, della legge di stabilità per il 2015 (L. n. 190/2015).

La Corte dei Conti, Sezione Autonomie, ha condiviso quanto affermato dalla Sezione remittente, ovvero che: “la novella in esame appare introdurre una lex specialis valevole per i soli anni 2015 e 2016” che integra un regime derogatorio alla disciplina generale che regola le facoltà assunzionali – soprattutto per i profili dei vincoli assunzionali – finalizzato a destinare tutte le risorse disponibili per le assunzioni a tempo indeterminato alla realizzazione di due obiettivi: l’immissione in ruolo di tutti i vincitori di concorso pubblico collocati nelle graduatorie dell’Ente e la ricollocazione nei propri ruoli delle unità soprannumerarie destinatarie dei processi di mobilità. Una volta venute meno le ragioni che giustificano la deroga troveranno nuovamente applicazione le disposizioni della disciplina ordinaria”.

La Sezione Autonomie pronuncia i seguenti principi di diritto:

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Settembre 2015 07:55
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Deliberazione Corte dei Conti Sardegna n. 52 del 13 luglio 2015 PDF Stampa

Diritti di rogito segretari comunali

 

l Comune di Elmas interpella la sezione regionale Sardegna della Corte dei Conti chiedendo "come andrà ripartito l’introito annuale proveniente dai cc.dd. diritti di rogito nel caso in cui, durante lo stesso anno, si siano succeduti presso l’Ufficio di   Segreteria comunale due segretari (il secondo in veste di supplente a scavalco) e il primo di essi risulti eventualmente avere già raggiunto il limite del quinto del suo stipendio in godimento di cui all’art. 10 comma 2-bis del D.L. n. 90/2014, convertito in legge 114/2014. Più specificamente, può il Comune denegare al secondo Segretario supplente ogni riparto ( pur non raggiungendo quest’ultimo il limite di cui sopra ) sul presupposto che il quinto dello stipendio in godimento non costituirebbe un limite soggettivo ma oggettivo per l’ente?”.

La sezione esprime il proprio avviso con la deliberazione n. 52/2015/PAR del 13 luglio 2015, come segue:

"Nel merito del quesito sollevato dal Comune di Elmas va precisato che la quota dei proventi già riconosciuta ai segretari (diritti di rogito) ai sensi dell’abrogato art. 41 comma 4 della legge 312/1980, era stata univocamente intesa come importo massimo teorico annuale consentito a carico del bilancio dell’ente, indipendentemente dal numero dei soggetti beneficiari, cioè delle diverse vicende sostitutorie intervenute nello svolgimento dell’attività rogante (v. sez. controllo Toscana n. 170/2013 ).

 

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Deliberazione Corte dei Conti Sardegna n. 50 del 13 luglio 2015 PDF Stampa
Compensi ai componenti del consiglio di amministrazione


Il Commissario Straordinario della Provincia di Cagliari ha chiesto il seguente parere: “se il combinato disposto dell’articolo 1, comma 725, della legge 296/2006 con la nuova formulazione dell’art. 4, comma 4 del decreto legge n. 90/2014 possa essere interpretato nel senso che il limite dell’80 per cento del costo complessivamente sostenuto nel 2013 debba essere riferito al compenso lordo annuale, onnicomprensivo, attribuito al presidente e ai componenti del consiglio di amministrazione in quanto membri dell’organo collegiale di direzione, mentre l’indennità di risultato, essendo eventuale e distribuibile solo al raggiungimento di un determinato risultato (nel caso di produzione di utili) e per importi da determinarsi entro parametri prefissati [(non superiore al doppio del compenso onnicomprensivo (compenso più rimborsi spese documentati)] possa essere comunque attribuito anche in eccedenza del valore pari all’80 per cento conseguito nel 2013 (riferito alla sola quota fissa ).

La sezione esprime il proprio avviso con la deliberazione n. 50/2015/PAR del 13 luglio 2015, come segue:

La Sezione ritiene, pertanto, che non vi siano elementi per discostarsi dall’interpretazione fornita nel precedente sopra richiamato e ribadisce che il limite dell’80 per cento del costo complessivamente sostenuto nel 2013 si applica al trattamento economico complessivamente considerato, comprensivo del compenso fisso e dell’eventuale indennità da corrispondere sulla base degli utili realizzati. Pertanto l’indennità di risultato potrà essere riconosciuta, nei limiti di cui all’art. 1, comma 725 della legge n. 296/2006, solo se l’onere complessivo, così determinato, a carico dell’ente non superi l’80 per cento di quello sostenuto nel 2013.

 

 

Deliberazione n. 50 del 13 luglio 2015

 
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