Politica: Minacce, solidarietà a Cappellacci Stampa
Mercoledì 09 Febbraio 2011 09:44
Lettera anonima al Presidente
Lettera anonima all’indirizzo del governatore

 

CAGLIARI

 

Una lettera anonima con minacce di morte è stata recapitata al presidente Ugo Cappellacci.

 

 

È un foglio su cui le scritte che vi campeggiano sono state composte con caratteri ritagliati da un settimanale a colori.
Le minacce sono legate all’eventualità che nel Nuorese «possa sorgere» - così sarebbe scritto nella lettera - una nuova caserma. Il riferimento sarebbe alla richiesta fatta dal presidente della Regione al ministro Maroni.
Nella lettera non si farebbe alcun riferimento ad una caserma dei carabinieri, come si pensava all’inizio, ma per gli inquirenti si tratterebbe della nuova caserma dell’Esercito che verrebbe costruita a Prato Sardo.
Cappellacci ha dichiarato che non si farà condizionare: «La settimana prossima mi recherò nel nuorese. Tutto questo è il frutto dei tempi, ma la minaccia non deve modificare l’azione politica».
 Con queste intimidazioni «si mette a rischio la democrazia ma questo non deve accadere, andrò avanti con grande serenità». La solidarietà è arrivata, in modo assolutamente trasversale, da tutte le parti politiche.
Il presidente dell’Anci, Tore Cherchi, ha subito telefonato al governatore per esprimergli solidarietà: «Sono atti che vanno condannati con durezza».
Il capogruppo del Pd, Mario Bruno, ha rilasciato una dichiarazione a nome del Pd: «Condanna ferma per un gesto che si pone al fi fuori del confronto civile. La dialettica non può mai sfociare nella violenza e nemmeno nella mancanza di rispetto per la persona e per l’istituzione».
Federico Palomba (Idv), afferma: «Il presidente vada avanti forte della solidarietà delel forze democratiche».
 Per Giacomo Sanna (Psd’Az) «è un atto di estrema gravità che che non deve fermare il processo stabilito con gli amministratori locali per garantire maggiore sicurezza nell’espletamento dei mandati amministrativi».
«Condanna per un atto di tale viltà e violenza, che non appartiene per cultura ai sardi liberi e tolleranti» da parte di Claudia Zuncheddu (Rossomori). Il segretario regionale dell’Upc, Enrico Piras, ha espresso solidarietà a nome di tutto il partito definendo la minaccia «un grave atto, un metodo estremamente grave che non ci appartiene né come storia né come cultura».
La Nuova Sardegna, 9 Febbraio 2011.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Febbraio 2011 09:48