L’iniziativa, coordinata dal Presidente Ignazio Locci con il contributo di Carlo Pala, politologo, di Antonio Moro, presidente del Partito Sardo d'Azione, di Matteo Bianchi, vicepresidente del Comitato delle Regioni e di Salvatore Corrias, presidente della I commissione (Autonomia e ordinamento regionale) del Consiglio regionale , ha consentito di collocare la riflessione sull’autonomia regionale all’interno di una prospettiva europea, superando una lettura meramente interna e valorizzando la dimensione multilivello dei processi decisionali contemporanei.
Dall’analisi del pensiero di Melis emerge con chiarezza una concezione dell’autonomia non come rivendicazione identitaria, ma come scelta politica strategica, fondata sulla capacità delle Regioni di partecipare attivamente alla costruzione dell’Europa. In tale prospettiva, il regionalismo non assume una funzione separativa, ma si configura come elemento costitutivo di un sistema cooperativo tra livelli di governo.
Particolare rilievo assume il riferimento al principio di sussidiarietà, inteso come criterio ordinatore dell’azione pubblica, secondo cui le decisioni devono essere assunte al livello più vicino possibile ai cittadini. Tale principio rappresenta il fondamento di un modello istituzionale in cui le Regioni e gli enti locali non sono meri esecutori, ma soggetti attivi nella definizione delle politiche pubbliche .
Il seminario ha inoltre evidenziato come il contesto attuale, caratterizzato da una crescente centralità delle istituzioni europee nelle scelte economiche e sociali, imponga una rilettura dell’autonomia regionale in chiave europea. In assenza di un adeguato posizionamento istituzionale, il rischio è quello di una marginalizzazione dei territori nei processi decisionali sovranazionali .
In tale prospettiva, è emersa l’esigenza di:
- rafforzare il ruolo della Sardegna nei processi europei;
- aggiornare gli strumenti statutari alla luce della dimensione comunitaria;
- valorizzare il contributo degli enti locali nella programmazione e nell’attuazione delle politiche;
- promuovere un modello di governance multilivello fondato sulla cooperazione istituzionale.
Il dibattito ha altresì richiamato le criticità legate alla rappresentanza dei territori insulari, evidenziando la necessità di garantire una presenza più incisiva nei luoghi della decisione europea, al fine di assicurare adeguata considerazione alle specificità territoriali .
In conclusione, il percorso di riflessione ha restituito una visione dell’autonomia come strumento dinamico e proiettato verso il futuro, capace di coniugare identità territoriale e integrazione europea. In questa prospettiva, l’eredità politica di Mario Melis si configura come un riferimento attuale per la costruzione di un sistema istituzionale più equilibrato, partecipato e coerente con le sfide della contemporaneità.